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Il regime cubano ha attivato martedì la sua macchina propagandistica in vista di una sessione straordinaria dell'Assemblea Generale dell'ONU convocata per il 7 luglio, nella quale L'Avana intende denunciare l'embargo statunitense di fronte alla comunità internazionale.
Miguel Díaz-Canel e il primo ministro Manuel Marrero Cruz hanno amplificato l'annuncio sui loro profili di X poche ore dopo che il cancelliere Bruno Rodríguez Parrilla lo aveva anticipato in una conferenza stampa.
Díaz-Canel ha affermato che Cuba denuncerà «le crescenti minacce e le conseguenze delle misure di soffocamento economico imposte dal governo degli Stati Uniti contro il popolo cubano».
Marrero Cruz è andato oltre e ha definito le azioni di Washington come «un atto di genocidio», concludendo con lo slogan: «Cuba non è una minaccia. Il blocco sì».
Rodríguez ha convocato la sessione sotto il Tema 38 dell'agenda dell'ONU: «Necessità di porre fine al blocco economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti d'America contro Cuba».
La sessione del 7 luglio è straordinaria e non corrisponde al consueto ciclo annuale, la cui prossima votazione è programmata per il 27 ottobre 2026, il che la rende un'iniziativa diplomatica insolita.
Il cancelliere ha anche denunciato che la missione degli Stati Uniti presso le Nazioni Unite e le sue ambasciate nel mondo esercitano «pressioni inedite», con ricatti e minacce, per impedire che l'Assemblea Generale prenda in considerazione il tema.
Desde il 13 marzo 2026 esistono contatti bilaterali esplorativi tra Cuba e gli Stati Uniti, ma Rodríguez ha riconosciuto questo martedì che queste conversazioni «non mostrano alcun progresso».
Desde gennaio del 2025, Washington ha reintegrato Cuba nella lista dei paesi sponsor del terrorismo, ha vietato il turismo statunitense e ha firmato il 1° maggio 2026 un nuovo ordine esecutivo che amplia le restrizioni sui settori dell'energia, della difesa e della mineraria, accumulando più di 240 sanzioni in totale.
Il regime stima i danni accumulati dell'embargo in oltre 170.000 milioni di dollari, cifra che manca di verifica indipendente.
La risoluzione annuale sull'embargo è stata approvata 33 volte consecutive dal 1992, ma nella votazione del 2025 ha ottenuto 165 voti favorevoli rispetto ai 187 del 2024, con 12 astensioni da parte di paesi dell'Unione Europea e dell'America Latina che nelle edizioni precedenti votavano a favore, segno del crescente interrogativo internazionale sul regime cubano, che indebolisce proprio l'argomento di isolamento diplomatico che L'Avana cerca di proiettare a New York.
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