Il curioso messaggio dell'Ambasciata del Belgio in Vietnam dopo la sconfitta degli Stati Uniti ai Mondiali

L'Ambasciata del Belgio in Vietnam ha festeggiato il 4-1 contro gli Stati Uniti con un sarcastico riferimento a Trump.



Belgi e vietnamiti che guardano la partita (i) e Donald Trump (d)Foto © Collage Facebook/Embassy of Belgium in Vietnam - Flickr/Gage Skidmore

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La Ambasciata del Belgio in Vietnam ha trasformato una celebrazione sportiva in un colpo diplomatico.

Poche ore dopo che i Diavoli Rossi hanno schiantato 4-1 gli Stati Uniti questo martedì negli ottavi di finale del Mondiale 2026, la rappresentanza belga ha pubblicato sul suo profilo ufficiale di Facebook un messaggio che ha mescolato euforia calcistica con una frecciatina diretta al presidente Donald Trump.

Il messaggio che nessuno si aspettava da un'ambasciata

Il testo, redatto in inglese e vietnamita, iniziava celebrando il trionfo:

«La vittoria appartiene alla selezione nazionale belga! Che partita emozionante contro gli Stati Uniti: entrambe le squadre hanno dato il massimo! E abbiamo potuto sentirlo: anche il Vietnam ci sostenva.»

Luego llegó el párrafo que encendió las redes:«E Donald Trump: siamo curiosi di ascoltare la tua prossima conversazione telefonica con il signor Infantino!».

Il riferimento era direttamente allo scandalo dei giorni precedenti.

Trump aveva personalmente contattato il presidente della FIFA, Gianni Infantino, per chiedere la revisione del cartellino rosso che impediva al giovane attaccante Folarin Balogun di giocare.

La FIFA ha revocato la sanzione il 5 luglio, in una decisione senza precedenti nella storia dei Mondiali.

Il mandatario stesso ha riconosciuto la telefonata dall'Ufficio Ovale: «Quindi sì, ho richiesto una revisione da parte della FIFA».

Nonostante tutta la manovra, Balogun ha giocato ma non ha segnato.

Charles De Ketelaere ha aperto le marcature al nono minuto, Malik Tillman ha pareggiato per gli USA al 31, De Ketelaere ha nuovamente segnato al 33, Hans Vanaken ha raddoppiato al 57 e Romelu Lukaku ha chiuso la goleada nei minuti di recupero.

I belgi hanno registrato 14 tiri contro i sette degli statunitensi.

Perché il supporto vietnamita ha un'ironia storica

La frase sul sostegno vietnamita non era un semplice dettaglio pittoresco: porta con sé decenni di storia.

La Guerra del Vietnam (1955-1975), conosciuta in quel paese come la «Guerra di Resistenza contro gli Stati Uniti», ha causato più di tre milioni di morti vietnamiti e ha segnato intere generazioni. Gli Stati Uniti si ritirarono nel 1973 e il Vietnam si unificò sotto bandiera comunista nel 1975.

Sebbene entrambi i paesi abbiano normalizzato le relazioni nel 1995 e oggi siano partner strategici, la memoria collettiva del conflitto è ancora viva nella società vietnamita.

Che l'ambasciata belga celebrasse pubblicamente quel sostegno popolare - in una partita in cui gli Stati Uniti erano la squadra locale e ospitante del torneo - aggiunge una dimensione di significato politico e storico difficilmente ignorabile.

La polemica Trump-Infantino come sfondo

Il giudizio sul ritiro del cartellino rosso di Balogun aveva scosso il mondo del calcio per giorni. La UEFA ha definito la misura come «inaspettata, incomprensibile e ingiustificabile».

Il passato presidente della FIFA Joseph Blatter è stato più diretto: «Le cartellini rossi non vengono annullati per telefonate politiche».

Infantino ha difeso la sua posizione sostenendo che «gli organi giudiziari della FIFA sono indipendenti» e che la decisione è stata presa sulla base del regolamento. Trump, invece, ha ringraziato per la risoluzione e l'ha definita una correzione di «una grande ingiustizia».

La celebrazione belga dopo il fischio finale ha aggiunto un altro capitolo all'episodio: Lukaku e i suoi compagni hanno imitato il tipico ballo di Trump sulle note di «YMCA», in un gesto che è diventato virale in tutto il mondo.

Bélgica avanza ai quarti di finale, dove affronterà Spagna il 10 luglio allo stadio SoFi di Los Angeles.

Con la eliminazione degli Stati Uniti a Seattle, si è consumato anche un fatto inedito: per la prima volta nella storia, i tre paesi ospitanti di un stesso Mondiale —Stati Uniti, Messico e Canada— sono stati eliminati prima dei quarti di finale.

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