Infantino si difende dalle critiche dopo la espulsione revocata a Balogun e ammette una chiamata da Trump

Infantino ha ammesso la telefonata di Trump riguardo al cartellino rosso a Balogun, ma ha difeso che gli organi indipendenti della FIFA hanno preso la decisione senza pressioni politiche.



JD Vance, Trump e InfantinoFoto © La Casa Bianca

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Il presidente della FIFA, Gianni Infantino, ha confermato lunedì di aver ricevuto una telefonata personale dal presidente Donald Trump per discutere dell'espulsione dell'attaccante statunitense Folarin Balogun, ma ha difeso che la decisione di revocare la sanzione spettava esclusivamente agli organi giudiziari indipendenti dell'organismo, secondo dichiarazioni raccolte da Marca.

La polemica è scoppiata dopo che si è appreso che la FIFA ha applicato l'Articolo 27 del suo Codice Disciplinare per sospendere la sanzione automatica derivante dal cartellino rosso diretto che l'arbitro brasiliano Raphael Claus ha mostrato a Balogun il 1 luglio nella partita degli ottavi di finale tra Stati Uniti e Bosnia ed Erzegovina, disputata a Santa Clara, California.

Infantino ha riconosciuto la conversazione con Trump, ma ha cercato di discolparla dalla risoluzione disciplinare: «Sì, discuto regolarmente questioni relative alla Coppa del Mondo FIFA con il Presidente degli Stati Uniti, e in questo caso, ho ricevuto una chiamata dal Presidente Donald Trump, così come ricevo chiamate da capi di stato, funzionari governativi, stakeholder del calcio e dirigenti aziendali di tutto il mondo su molti temi diversi».

Il dirigente ha assicurato che durante quella chiamata ha spiegato a Trump che esisteva un processo legale in corso: «Ho spiegato che c'era un processo legale in atto che coinvolgeva gli organi giudiziari indipendenti della FIFA e che il caso sarebbe stato deciso a tempo debito dagli organi competenti. Questo è il funzionamento del sistema FIFA, ed è un principio che difenderò sempre».

Infantino ha anche sottolineato che i comitati disciplinari agiscono con piena autonomia: «Gli organi giudiziari della FIFA sono indipendenti. Operano in modo autonomo, applicano il Codice Disciplinare della FIFA e decidono i casi in base alle normative applicabili e ai fatti specifici che si trovano davanti. La loro indipendenza è essenziale per la credibilità e l'integrità del calcio, e questo deve essere sempre rispettato».

Trump, da parte sua, ha riconosciuto lunedì in conferenza stampa dallo Studio Ovale di aver richiesto una revisione, definendo la decisione arbitrale «orribile» e affermando che «non era fallo». Sabato aveva già celebrato la risoluzione della FIFA su Truth Social con il messaggio: «Grazie alla FIFA per aver fatto la cosa giusta e per aver annullato una grande ingiustizia!».

La misura ha scatenato un'ondata di critiche internazionali. Il Belgio si è dichiarato «sorpreso» e ha presentato un ricorso formale presso la FIFA, citando l'Articolo 66.4 del Codice Disciplinare, poiché Balogun era abilitato per la partita degli ottavi di finale tra le due squadre, programmata per questo martedì.

La UEFA è stata ancora più decisa e ha definito la decisione «inaudita, incomprensibile e ingiustificabile», avvertendo che la FIFA «ha oltrepassato una linea rossa».

L'ex presidente della FIFA Joseph Blatter ha alzato la voce con una frase diretta: «Le cartellini rossi non si annullano per telefonate politiche».

Questo episodio è considerato la prima volta documentata nella storia dei Mondiali in cui un presidente degli Stati Uniti interviene direttamente presso la FIFA per annullare una sanzione a un giocatore della sua nazionale, rendendo la decisione un precedente di enorme importanza per la governance del calcio mondiale.

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Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

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