Momenti di panico questa mattina a causa della scossa di 4.4 dei terremoti in Venezuela

Una replica di magnitudo 4.4 ha scosso La Guaira alle 12:19 di questa mattina, seminando panico tra gli abitanti e i soccorritori in mezzo a una catastrofe con 589 morti.



Momento in cui una replica ha causato panico tra centinaia di persone, molti dei quali erano soccorritoriFoto © Collage Cattura di reti sociali

Una nuova scossa sismica di magnitudo 4.4 ha scosso lo stato La Guaira alle 12:19 di questa mattina, scatenando scene di panico tra gli abitanti e le squadre di soccorso che lavoravano instancabilmente tra le macerie del devastante doppia scossa sismica di mercoledì.

Secondo il rapporto ufficiale della Fondazione Venezuelana di Ricerche Sismologiche (Funvisis), il movimento ha avuto una profondità di 9,2 chilometri e il suo epicentro è stato localizzato a 30 chilometri a nord-est di San Felipe.

Alcune fonti lo hanno registrato con una magnitudo di 4.5.

Panico nelle strade di La Guaira

Il tremore ha costretto numerosi abitanti a lasciare nuovamente le loro abitazioni, terrorizzati dalla possibilità di nuovi crolli in edifici già gravemente compromessi dai sismi precedenti.

Immagini e video diffusi sui social media mostrano persone che corrono nel buio, con grida di disperazione.

La replica ha interrotto le operazioni di rimozione dei detriti nella zona costiera, dove i team di emergenza cercano sopravvissuti da mercoledì.

Dal terremoto principale sono state registrate più di 130 scosse di assestamento, secondo i rapporti dei media internazionali.

Il contesto: Una catastrofe senza precedenti

La replica di questa mattina si verifica nel contesto del peggior disastro sismico che il Venezuela abbia vissuto in oltre un secolo.

Mercoledì 24 giugno, due terremoti di magnitudo 7.2 e 7.5 hanno colpito il nord del paese con appena 39 secondi di differenza, con epicentro nello stato di Yaracuy, nel municipio di Yumare.

Il Servizio Geologico degli Stati Uniti (USGS) lo ha classificato come l'evento sismico più potente registrato in Venezuela dal 1900.

Il bilancio ufficiale, confermato dalla presidente designato Delcy Rodríguez, ammonta a 589 morti e 2.980 feriti, una cifra che è triplicata in meno di 24 ore rispetto ai 164 decessi segnalati giovedì.

La ONU stima che 6,76 milioni di persone siano state colpite, compresi circa due milioni di abitanti di Caracas.

La zona più colpita è La Guaira, località costiera vicina a Caracas dove si trova l'Aeroporto Internazionale di Maiquetía, inibito a causa dei terremoti.

Almeno 346 edifici, ospedali e centri commerciali sono stati danneggiati gravemente o collassati, e 2.927 famiglie sono state colpite.

Risposta internazionale e stato di emergenza

Il governo venezuelano ha dichiarato lo stato di emergenza nazionale e ha designato La Guaira come «zona di disastro».

Rescatatori di 16 paesi sono dispiegati nella zona, tra cui squadre da Spagna, Cile, Messico, Colombia, Ecuador, Brasile ed El Salvador.

Gli Stati Uniti hanno destinato 150 milioni di dollari in assistenza umanitaria e il Comando Sud ha mobilitato due navi da guerra, aerei da trasporto e elicotteri per supportare le operazioni di salvataggio.

Il Segretario Generale Aggiunto dell'ONU per gli Affari Umanitari, Tom Fletcher, ha descritto la situazione come «una devastazione davvero spaventosa», e ha avvertito che l'organismo stava già fornendo assistenza a circa otto milioni di venezuelani prima dei terremoti.

Geologicamente, i terremoti si sono originati nella falla di Boconó, una crepa di circa 500 chilometri di lunghezza che rappresenta il confine continentale tra le placche dei Caraibi e quella sudamericana.

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