Un video di 16 secondi pubblicato questo giovedì su Facebook dal creatore di contenuti Loky Kubah riassume con umorismo nero ciò che milioni di cubani affrontano ogni mese: olio a 1.800 pesos, carbone a 1.500, zucchero a 900 pesos al chilogrammo, riso a 300 la libbra e un cartone di uova a 3.000 pesos, rispetto a uno stipendio mensile di appena 2.500 pesos.
"Questo deve essere sbagliato, questa è la mia umidità, questo deve essere sbagliato, non può essere così", ripete il creatore con sarcasmo, e la reazione è stata immediata, con circa mille commenti in poche ore.
Il video è arrivato in un momento di massima tensione. Il 19 giugno, il primo ministro Manuel Marrero Cruz ha annunciato davanti all'Assemblea Nazionale un pacchetto di 176 misure economiche che porterà il salario minimo a 3.210 pesos a partire dal 1° luglio.
La reazione della cittadinanza è stata di sarcasmo e rassegnazione, poiché al tasso di cambio informale del 20 giugno, di 693 pesos per dollaro, quel salario equivale a appena 4,65 dollari mensili.
I commenti nel video confermano che la situazione varia e peggiora a seconda della provincia. "A Camagüey il carbone costa 4.000 pesos", ha scritto un'utente.
Un'altra, da La Habana, rispose: "Hai sottovalutato il prezzo dello zucchero perché qui è già a 1.000 pesos al chilo". Una terza descrisse la sua zona: "Olio 1.800, zucchero per libbra 400, riso 330 la libbra e carbone 3.500 o 4.000 ed è spacciato".
Il riferimento più citato nei social è stato il cartone di uova, che nel mercato informale si aggira tra i 3.000 e i 4.000 pesos, ovvero può costare più dell'intero stipendio minimo.
"Coloro che sbagliano sono quelli che hanno fissato quella cifra come stipendio," ha sentenziato un altro commentatore. "E ci facciamo venire il cuore in gola a fare i conti e non tornano," ha riassunto un'altra utente.
La differenza tra entrate e prezzi non è nuova né accidentale. L'economista Javier Pérez Capdevila ha stimato che una persona ha bisogno di circa 96.060 pesos al mese per coprire le spese basilari, di cui 70.070 pesos sarebbero solo per i cibi.
Il giornale ufficiale Invasor ha ammesso recentemente che il salario è "la principale fonte di malcontento" tra i lavoratori cubani.
Per sua parte, il sindacalista Edilberto Acosta Ramos ha avvertito che "la problematica salariale provoca conseguenze gravi come la demotivazione, l'indisciplina lavorativa e l'esodo di persone con preparazione ed esperienza".
Quel esodo presenta già cifre concrete: oltre 24.000 posti di insegnante vacanti all'inizio dell'anno scolastico 2025-2026 e oltre 24.000 lavoratori persi nel sistema sanitario.
Nel frattempo, il dollaro nel mercato informale si avvicina alla barriera dei 700 pesos, dopo aver accumulato un aumento di 108 pesos solo a giugno, equivalente a oltre il 18% in 20 giorni.
Il colpo più recente è arrivato il 18 giugno, quando il governante Miguel Díaz-Canel ha annunciato che la cesta di base non sarà più universale e sarà riservata ai pensionati, alle famiglie con bambini affetti da malattie croniche e alle persone vulnerabili, costituendo il maggiore taglio ai razionamenti dalla sua istituzione nel 1962.
L'ironia è che i pensionati, gli unici a beneficiare di questo vantaggio, ricevono una pensione minima di 3.056 pesos mensili, meno di nove dollari, mentre una cesta base per due persone a L'Avana costava tra i 39.595 e i 41.735 pesos al mese nel 2025.
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