«È necessario riorientare il salario»: Il quotidiano ufficiale ammette un crescente malcontento tra i lavoratori cubani

Il quotidiano statale Invasor ammette che il salario è la principale insoddisfazione dei lavoratori a Cuba, a pochi giorni dal 22° Congresso della CTC.



Immagine di riferimento creata con Intelligenza ArtificialeFoto © ChatGPT

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A pochi giorni dalla celebrazione del 22° Congresso della Centrale dei Lavoratori di Cuba (CTC), un giornale ufficiale del regime ha riconosciuto pubblicamente che il salario continua a essere la principale fonte di malcontento tra i lavoratori cubani, un problema che persiste da anni senza soluzione e che ha provocato la fuga massiva di personale qualificato da settori strategici.

Il riconoscimento appare in un articolo pubblicato dal giornale statale Invasor, organo ufficiale del Partito Comunista a Ciego de Ávila, con il titolo Encarrilar el salario, dove si ammette che le carenze del sistema di remunerazione continuano a influenzare la produttività, la stabilità lavorativa e il potere d'acquisto dei lavoratori.

La pubblicazione riporta le dichiarazioni di Edilberto Acosta Ramos, un sindacalista con quattro decenni di esperienza nel settore ferroviario, che descrive senza mezzi termini le conseguenze dei bassi redditi nel paese.

«La questione salariale provoca conseguenze gravi come la demotivazione, l'indisciplina lavorativa e l'esodo di persone qualificate ed esperte verso enti o altre forme di gestione in cui ricevono maggiori redditi», ha affermato.

Acosta Ramos ha avvertito che la perdita di lavoratori qualificati colpisce in modo particolare settori specializzati come quello ferroviario.

«Un macchinista non si forma in pochi giorni di lavoro, e si sta perdendo la forza qualificata non solo nelle ferrovie», ha sottolineato.

Il dirigente sindacale ha inoltre messo in discussione uno dei principi che il sistema lavorativo cubano difende ufficialmente da decenni.

«Non sempre, né in ogni luogo, si paga in base alla quantità, alla qualità e alla complessità del lavoro», ha affermato, in una critica diretta al modello salariale statale.

Il stesso Invasor riconosce che questo problema era già stato dibattuto durante il Congresso della CTC tenutosi nel 2019 e che, sette anni dopo, continua a mancare di una soluzione efficace.

Le dichiarazioni sono state rilasciate nella Unità Imprenditoriale di Base Ferroazuc, considerata una delle più efficienti del paese all'interno dell'Unione dei Ferrovie di Cuba. Tuttavia, la paralisi della raccolta zuccheriera 2025-2026 ha lasciato gran parte dei suoi laboratori e locomotive inattivi, costringendo a riassegnare i lavoratori ad altre funzioni.

«Il trasporto su rotaie di altri carichi non genera il corrispettivo per il pagamento al nostro collettivo, bisogna cercare varianti», ha riconosciuto Acosta Ramos.

La preoccupazione per i salari domina anche i dibattiti sindacali nella provincia. Secondo l'articolo, quattro dei sette problemi catalogati come «preoccupanti e ricorrenti» sono direttamente legati ai redditi dei lavoratori: la perdita del potere d'acquisto a causa dell'inflazione, i ritardi nei pagamenti per mancanza di liquidità bancaria, la scarsità di bancomat e la diminuzione della produzione di beni e servizi.

Le cifre aiutano a spiegare il malessere. Il salario medio ufficiale a Cuba ha chiuso il 2025 a 6.930 pesos mensili, equivalente a poco più di una decina di dollari al cambio informale. Nel frattempo, uno studio recente dell'economista Javier Pérez Capdevila ha stimato che una persona ha bisogno di circa 96.060 pesos mensili per coprire le spese di base per alimentazione, alloggio e altri beni essenziali.

La distanza tra redditi e costo della vita ha spinto a una crescente fuoriuscita di lavoratori dal settore statale. L'istruzione ha iniziato l'anno scolastico 2025-2026 con oltre 24.000 posti di lavoro vacanti; il sistema sanitario ha perso più di 24.000 lavoratori; e migliaia di dipendenti hanno anche abbandonato il settore elettrico in cerca di attività meglio retribuite.

In questo contesto, il 22° Congresso della CTC si terrà il prossimo 26 e 27 giugno tramite videoconferenza da tutte le province, con presenza fisica limitata a L'Avana. Le autorità hanno giustificato il formato citando le difficoltà economiche del paese e la necessità di agire con «austerità e razionalità».

Días prima dell'incontro, Miguel Díaz-Canel ha annunciato nuove misure volte a rendere più flessibili i sistemi di pagamento nelle aziende statali e a rimuovere alcuni limiti salariali. Tuttavia, le riforme non offrono una risposta immediata per i lavoratori del settore pubblico, dove si concentra gran parte dell'occupazione pubblica a Cuba.

La conclusione dell'articolo di Invasor riassume un problema che anche la stampa ufficiale riconosce ormai come impossibile da nascondere.

«È necessario orientare il salario e altri errori che il Congresso dei lavoratori può determinare», scrisse Acosta Ramos, in una frase che riflette il crescente malcontento dei lavoratori cubani di fronte a redditi sempre più distanti dal costo reale della vita.

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Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

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