Díaz-Canel: La cesta di base sarà riservata solo ai pensionati e alle persone vulnerabili

Díaz-Canel ha annunciato che la cassetta di base (quello che ne rimane) non sarà più universale e sarà riservata solo a pensionati, malati cronici e persone vulnerabili, nel più grande taglio al razionamento dal 1962.



Libretto di approvvigionamento (Immagine di riferimento)Foto © Redes Sociales

Miguel Díaz-Canel ha annunciato mercoledì che la cesta di base —storicamente universale a Cuba— non sarà più distribuita a tutta la popolazione e sarà riservata a pensionati, famiglie con bambini affetti da malattie croniche e persone in situazione di vulnerabilità, rappresentando il più grande taglio al sistema di razionamento in vigore dalla sua creazione nel 1962.

L'annuncio è avvenuto durante la chiusura del Pleno Straordinario del Comitato Centrale del Partito Comunista di Cuba, tenutosi nel Palazzo della Rivoluzione a L'Avana, dove il regime ha presentato un pacchetto di oltre 20 riforme economiche e sociali.

«La canasta básica (quasi scomparsa) sarà garantita ai pensionati, alle famiglie con bambini affetti da malattie croniche e ai soggetti vulnerabili», ha dichiarato Díaz-Canel, inquadrando la misura in un cambiamento verso la «protezione sociale mirata» e l'abbandono del modello di sovvenzione generalizzata.

Il governante ha giustificato il cambiamento con un argomento che lo stesso regime ha evitato di riconoscere per decenni: «La giustizia sociale si costruisce su basi reali, redditi con potere d'acquisto, protezione diretta per chi ne ha più bisogno e un'economia nazionale capace di produrre di più».

L'annuncio, tuttavia, ha delle sfumature poiché i pensionati, che paradossalmente sono gli unici a mantenere il beneficio, hanno una pensione minima di appena 3.056 pesos cubani mensili —meno di nove dollari al cambio informale—, mentre il costo di un paniere minimo di beni (nel mercato informale) per due persone a L'Avana ha raggiunto i 41.735 pesos nel 2025, secondo stime giornalistiche.

Díaz-Canel ha anche riconosciuto che parte della crisi è responsabilità interna del regime stesso: «Ci sono ostacoli che non provengono dall'esterno né da blocchi. Ci sono lentezze, burocrazia, norme che freni chi vuole produrre e decisioni che abbiamo rimandato. Quello che dipende da noi dobbiamo cambiarlo noi e dobbiamo cambiarlo adesso».

Ammise inoltre che le riforme non sono nuove: «Queste non sono idee nuove, sono decisioni che il paese ha discusso e approvato anni fa. L'errore non è stato proporle, ma averle rimandate. E questa fase di rinvio deve finire».

Tra le misure aggiuntive del pacchetto figura l'eliminazione dei limiti ai prezzi generali —che lo stesso Díaz-Canel ha riconosciuto non aver «nel pratico contenuto l'inflazione»—, l'apertura agli investimenti diretti stranieri nel settore privato, l'autorizzazione per i cubani residenti all'estero a investire alle stesse condizioni, e la riduzione del numero dei ministeri da 27 a un numero compreso tra 20 e 21.

È stata annunciata anche la creazione dell'Istituto Nazionale degli Attivi Aziendali per separare le funzioni statali da quelle imprenditoriali.

La Assemblea Nazionale è stata convocata per una sessione straordinaria questo giovedì con l'obiettivo di ratificare formalmente le riforme approvate dal Partito Comunista, in una giornata che lo stesso Díaz-Canel ha descritto come l'inizio di un'«agenda economica e sociale di emergenza».

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Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

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