
Video correlati:
Il regime cubano ha utilizzato questo mercoledì la figura di Raúl Castro per legittimare un pacchetto di riforme economiche, annunciando durante il Pleno Straordinario del Comitato Centrale del Partito Comunista che l'ex mandatario, di 94 anni, ha firmato il documento delle trasformazioni e ha partecipato alla sessione tramite videoconferenza.
Il generale di divisione José Amado Ricardo Guerra, membro del Burò Politico e Segretario del Consiglio dei Ministri, ha informato i delegati dell'assemblea che Castro è stato consultato e si è mostrato «plenamente de acuerdo» con le proposte presentate dal Primo Ministro Manuel Marrero Cruz.
Ricardo ha mostrato fisicamente la firma dell'ex governante apposta sul documento analizzato, descrivendola come «evidenza inequivocabile della sua approvazione e sostegno», e dimostrando anche che il novantenne continua a manovrare le fila dalle ombre.
Secondo il funzionario, Castro ha trasmesso un messaggio in cui ha convocato a partecipare alla riunione per «costruire il necessario consenso in questo momento trascendentale» e ha affermato che affrontare le trasformazioni proposte «è ciò che conviene di più oggi alla Rivoluzione».
Il regime ha anche attribuito a Castro l'avvertimento che «così o più importante dell'approvazione di queste trasformazioni è la loro corretta e tempestiva attuazione», con priorità definite e quella che ha descritto come partecipazione del popolo, agendo con «i piedi e le orecchie attaccati al terreno».
Il plenum, guidato da Miguel Díaz-Canel, è stato convocato per avallare un pacchetto di oltre 20 riforme economiche che lo stesso Díaz-Canel aveva annunciato il 12 giugno.
Tra le misure figurano la riduzione dei ministeri da 27 a 21, una maggiore autonomia salariale e commerciale per le aziende statali, l'eliminazione dell'obbligo di canalizzare le importazioni e le esportazioni attraverso lo Stato, l'ampliamento delle mipymes e meccanismi per facilitare l'investimento dei cubani all'estero.
La partecipazione di Raúl Castro in videoconferenza, anziché di persona, sottolinea lo stato di salute dell'ex governante. Ad aprile 2026, lo stesso Díaz-Canel ha riconosciuto che Castro è «ritirato per motivi di salute» e che è «fragile».
Il primo maggio 2026, quando presiedette l'evento nella Tribuna Antiimperialista, i media indipendenti lo descrissero come visibilmente provato.
L'esibizione della sua firma è stata, in quel contesto, un gesto deliberato di legittimazione politica nel mezzo della peggiore crisi economica che Cuba attraversa da decenni, con inflazione galoppante, blackout prolungati e scarsità diffusa.
Lo scetticismo nei riguardi delle riforme non tardò a manifestarsi. L'economista Pedro Monreal le ha definite «pragmatismo tardivo» e «artificio obsoleto», mettendo in discussione che la riduzione dei ministeri abbia «un peso più simbolico che trasformativo» e che il pacchetto non risolva il problema strutturale del modello di pianificazione centralizzata.
In parallel al plenaria, si sono registrati cacerolazos a Santa Clara e proteste all'Avana, evidenziando il malcontento sociale che circonda il processo.
Per questo giovedì è convocata una sessione straordinaria dell'Assemblea Nazionale con l'obiettivo di valutare e formalizzare le riforme approvate nel plenaria.
Archiviato in: