Gli Stati Uniti avvertono un'altra azienda straniera per traffico di proprietà confiscate a Cuba

Gli Stati Uniti hanno inviato una lettera di avviso a un'altra azienda straniera per traffico di proprietà confiscate a Cuba, con possibili restrizioni sui visti ai sensi della Legge LIBERTAD.



Dipartimento di Stato (Immagine di riferimento)Foto © CiberCuba

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Il Dipartimento di Stato ha annunciato martedì scorso di aver inviato una lettera di avvertimento a una compagnia straniera non identificata per presunto traffico di proprietà confiscate dal regime cubano, una pratica che potrebbe comportare restrizioni sui visti per i suoi principali dirigenti.

La notizia è stata diffusa dall'Ufficio degli Affari dell'emisfero occidentale tramite il suo account ufficiale su X, dove ha ricordato che coloro che beneficiano di beni espropriati a cittadini statunitensi possono affrontare sanzioni ai sensi del Titolo IV della Legge LIBERTÀ (Helms-Burton).

"La visa è un privilegio, non un diritto", ha affermato il segretario di Stato Marco Rubio nel messaggio citato dall'agenzia.

Sebbene le autorità statunitensi non abbiano rivelato il nome dell'azienda né il settore in cui opera, l'annuncio contiene un dettaglio significativo: il riferimento a "un'altra" compagnia avvertita.

L'avvertimento arriva in mezzo a un'escalation di azioni contro le principali fonti di reddito e finanziamento del regime cubano.

Il 1 maggio scorso, Trump ha firmato l'Ordine Esecutivo 14404, che ha ampliato il quadro delle sanzioni contro Cuba e introdotto misure secondarie rivolte a imprese straniere che mantengono operazioni in settori considerati strategici da La Habana, tra cui energia, mineraria, difesa, sicurezza e servizi finanziari.

Dopo alcuni giorni, il 7 maggio, Washington ha sanzionato GAESA, il conglomerato imprenditoriale controllato dalle Forze Armate cubane, e ha concesso un termine fino al 5 giugno affinché le compagnie e le istituzioni finanziarie straniere interrompessero i loro legami con l'entità o si esponessero a potenziali sanzioni.

La pressione è continuata l'11 giugno con l'inclusione di CUPET, la compagnia petrolifera statale cubana, nella lista delle entità sanzionate dagli Stati Uniti. In quell'occasione, Rubio ha avvertito espressamente le aziende e le banche straniere sui rischi di mantenere relazioni commerciali con la compagnia.

L'indurimento della politica statunitense ha trovato sostegno anche nei tribunali.

In maggio, la Corte Suprema degli Stati Uniti ha deciso a favore di Havana Docks Corporation in una controversia riguardante l'uso di strutture portuali confiscate a L'Avana, una decisione considerata dagli analisti come un precedente importante per future richieste legate a proprietà nazionalizzate dal regime cubano.

La lettera inviata questo martedì rafforza il messaggio che Washington sta trasmettendo fin dall'inizio dell'anno: le aziende straniere che operano su attivi confiscati a Cuba potrebbero affrontare non solo contenziosi civili, ma anche conseguenze migratorie e finanziarie per i loro dirigenti.

L'interesse dell'amministrazione Trump a intensificare questa politica è stato inoltre evidenziato nel rapporto "Confiscated Property in Cuba", inviato dal Dipartimento di Stato al Congresso nel maggio 2026, un documento che sottolinea l'applicazione del Titolo IV della Legge Helms-Burton come una delle priorità della strategia statunitense nei confronti dell'isola.

La nuova avvertenza indica che quell'offensiva è lontana dalla conclusione.

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