
Video correlati:
Donald Trump ha incontrato martedì il presidente ucraino Volodimir Zelenski durante il vertice del G7 a Évian, Francia, in presenza del segretario di Stato Marco Rubio e del ministro della Difesa ucraino Rustem Umerov.
Zelenski ha pubblicato le immagini dell'incontro su X con un messaggio conciso ma significativo: «È sempre importante coordinare le posizioni». La citazione rappresenta il primo incontro bilaterale tra i due leader da quando Trump è arrivato al G7 con l'impulso del annuncio di un accordo quadro con l'Iran.
Trump ha confermato l'incontro durante un colloquio con l'emiro del Qatar e ha chiarito il suo nuovo obiettivo diplomatico: «La Russia dovrebbe raggiungere un accordo. La Russia ha perso un'enorme quantità di persone, e anche l'Ucraina».
Il mandatario statunitense era arrivato a Évian lunedì con il vento in poppa dopo aver annunciato un memorandum di intesa con l'Iran per porre fine al conflitto nel Golfo Persico, sebbene tale accordo —la cui firma formale era prevista per il 19 giugno a Ginevra— generi dubbi sulla sua fattibilità essendo un quadro iniziale, con punti nucleari e sanzioni ancora da definire, scetticismo israeliano e divisioni interne a Teheran.
Con questo slancio, Trump ha dichiarato lunedì insieme al presidente francese Emmanuel Macron: «Ieri abbiamo avuto una conversazione molto buona con il presidente Zelenski e con il presidente Putin, e vedo che forse possiamo fare qualcosa lì. Ci credo veramente. Entrambi sono aperti a questo».
Oltre all'incontro bilaterale, Zelenski ha partecipato anche alla sessione multilaterale in formato G7+Ucraina, dove ha presentato tre priorità concrete, secondo EFE: maggiori missili di difesa aerea insieme alle licenze per produrli, un pacchetto di supporto per l'inverno e maggiore pressione sulla Russia.
Il presidente ucraino ha sottolineato che «gli Stati Uniti sono pronti a sostenere queste linee di azione» e ha avvertito che «la Russia deve capire che la sua guerra non sarà mai normalizzata».
A seconda dei mezzi tedeschi DW, i leader del G7, incluso Trump, hanno sostenuto la sovranità e l'integrità territoriale dell'Ucraina e hanno concordato di aumentare la pressione su Mosca, incluse possibili nuove sanzioni sulle esportazioni di petrolio russo, facilitate dall'attesa riapertura dello stretto di Hormuz.
Fonti diplomatiche francesi hanno segnalato che Trump ha fatto i complimenti a Zelenski per la dinamica attuale del conflitto, in cui l'Ucraina non appare più come la parte perdente.
Tuttavia, il cammino verso la pace rimane pieno di ostacoli. Il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, ha negato di aver ricevuto un invito ufficiale da Kiev per un incontro tra Zelenski e Vladimir Putin al G7 e ha chiarito che «tra Mosca e Kiev non esistono canali ufficiali».
Zelenski, che ha cercato invano quell'incontro durante il vertice, ha proposto di celebrarlo negli Stati Uniti come «un formato in cui sarebbe più difficile per Putin rifiutarsi».
Il contesto è oscuro: lunedì, la Russia ha lanciato attacchi che hanno causato almeno 11 morti e incendiato la cattedrale ortodossa della Dormizione di Kiev, iscritta nel Patrimonio Mondiale dell'Unesco.
La guerra è attiva da oltre quattro anni e ha superato in durata la Seconda Guerra Mondiale. A giugno, Putin ha rifiutato sia un alto di fuoco ampio sia la proposta di negoziazione diretta di Zelenski, dopo che a maggio è stata concordata una tregua di tre giorni con lo scambio di 1.000 prigionieri per parte.
Rubio, presente nella riunione bilaterale, ha dichiarato il 26 maggio che la guerra «deve giungere al termine» e che gli Stati Uniti sono «pronti e preparati a facilitare» questa conclusione.
Dopo il G7, la sequenza diplomatica di Trump punta a nuovi fronti: lo stesso presidente ha detto in giugno che, una volta risolta la crisi con l'Iran, farebbe «una piccola sosta» per occuparsi di Cuba, in linea con quanto detto a Rubio a marzo: «Il tuo prossimo progetto sarà Cuba».
Archiviato in: