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Il memorandum d'intesa firmato elettronicamente domenica tra Stati Uniti e Iran solleva più domande che risposte: secondo un'analisi di Axios, otto punti critici rimangono irrisolti e le versioni di Washington e Teheran su quanto concordato sono, in vari aspetti, contraddittorie.
Il documento è stato firmato dal presidente Donald Trump, dal vicepresidente JD Vance e dal presidente del parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf, anche se la cerimonia formale di firma è prevista per questo venerdì a Ginevra, con la partecipazione degli inviati Steve Witkoff e Jared Kushner, del ministro degli esteri iraniano Abbas Araghchi e mediatori del Pakistan e del Qatar.
1. L'accordo è davvero in vigore? Il cessate il fuoco di 60 giorni è entrato in vigore immediatamente, ma lo Stretto di Hormuz non verrà aperto fino dopo la cerimonia di venerdì. Trump ha annunciato domenica il sollevamento «immediato» del blocco, ma poi ha corretto.
2. Si aprirà realmente lo stretto? Washington assicura che non ci saranno pedaggi né restrizioni. Tuttavia, funzionari iraniani hanno detto ai media statali che lo stretto non tornerà allo «status precedente alla guerra» e che l'Iran manterrà un certo livello di controllo. L'agenzia Fars ha riportato che l'Iran imporrà tariffe ambientali e di sicurezza dopo 60 giorni. La compagnia di navigazione Maersk e altre compagnie attendono garanzie prima di inviare carico attraverso la via.
3. Cosa ottiene l'Iran? Entrambe le parti concordano sul fatto che l'Iran ottenga la fine del conflitto e esenzioni dalle sanzioni per esportare petrolio. Tuttavia, i media statali iraniani hanno affermato che il governo riceverebbe anche miliardi di fondi congelati solo per la firma. Un alto funzionario statunitense lo ha categoricamente negato, descrivendo un «modello di pagamento per prestazione».
4. Coincidono in quanto concordato? Le negoziazioni si sono svolte in modo indiretto, attraverso mediatori, e il memorandum è un ampio intesa politica, non un trattato dettagliato. Il senatore Lindsey Graham ha avvertito: «Sono un po' preoccupato che lopinione dell'Iran riguardo all'accordo sembra differente da ciò che il team negoziale statunitense sta affermando».
5. Sarà pubblicato il testo? Un funzionario ha affermato che il testo completo sarà divulgato entro 24-48 ore. Trump ha suggerito che potrebbe non essere pubblicato fino a dopo venerdì.
6. Israele rispetterà? L'accordo richiede a Israele di osservare un cessate il fuoco in Libano, ma il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha dichiarato che Israele non si ritirerà dal sud del Libano né rinuncerà a rispondere agli attacchi di Hezbollah. Un attacco israeliano a Beirut domenica ha quasi fatto fallire l'accordo e ha portato Trump a dire che il primo ministro Benjamin Netanyahu «non ha un briciolo di giudizio».
7. Ci sarà mai un accordo nucleare? Il memorandum apre 60 giorni di negoziazioni nucleari, ma funzionari statunitensi riconoscono che sarà «molto difficile» raggiungere un accordo definitivo dato il reciproco sospetto. Il vicecancelliere iraniano Kazem Gharibabadi ha dichiarato che tali negoziati non inizieranno fino a quando l'Iran non riceverà i fondi congelati; Vance lo ha negato ieri.
8. La guerra si riavvierà? Gli Stati Uniti non ritireranno le loro forze dalla regione senza un accordo nucleare. I funzionari iraniani, da parte loro, assicurano che Trump era disperato di porre fine al conflitto e che Teheran ora ha il vantaggio.
L'analista Torbjorn Soltvedt, della società Verisk Maplecroft, ha riassunto il panorama con precisione: «La minaccia di un conflitto rinnovato rimarrà nei prossimi mesi. Spingere i temi più difficili verso negoziazioni successive prolunga l'incertezza e lascia la conflittualità sottostante irrisolta».
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