Gabriela Fernández, presentatrice del programma ufficiale 'Con Filo', ha pubblicato un video in cui ha cercato di screditare l'opinione secondo cui un intervento degli Stati Uniti sarebbe l'unica soluzione possibile alla crisi del regime cubano.
Nel reel, registrato mentre camminava di fronte alla cosiddetta Plaza de la Revolución e pubblicato sulla pagina Facebook di El Ciudadano, la portavoce del regime ha finito per riconoscere involontariamente che questa tendenza esiste e sta crescendo.
Nel video, pubblicato martedì scorso, Fernández ha attribuito questa percezione a una strategia deliberata del «lobby anticubano bellicoso», citando esplicitamente la congressista María Elvira Salazar e il senatore Marco Rubio.
«L'intenzione di questo lobby anticubano, bellicista, di María Elvira, Marco Rubio e di tutte queste persone che hanno sempre avuto un'intenzionalità molto marcata contro Cuba e il popolo cubano è di portarci a un punto di disperazione in cui un'invasione sembri l'unica soluzione possibile», disse Gabriela mentre si piantava di fronte all'emblematico edificio del ministero dell'Interno (MININT).
La presentatrice ha descritto un'eventuale intervento come «un scenario catastrofico, terribile, il peggiore scenario, uno scenario impensabile», ma poi ha accennato alla frase che rivela il vero stato d'animo dell'isola:
«Tuttavia, si arriva a un livello di disperazione —ed è su questo che stanno scommettendo—, in cui alle persone sembra che ci debba essere in qualche modo un catalizzatore, qualcosa che finalmente faccia sì che ci sia un cambiamento».
Questa ammissione implicita contraddice la narrativa ufficiale: Fernández non ha negato che questa corrente di opinione esista, ma ha discusso la sua origine, attribuendola a una manipolazione esterna piuttosto che alla crisi umanitaria e al cambio di strategia del regime.
Il suo argomento finale è stato che l'obiettivo del «lobby» sarebbe che i cubani chiedano «quello che vogliono, ovvero sangue, bombe, guerra».
I dati supportano una lettura critica. Un sondaggio indipendente di maggio 2026 con 42.263 risposte valide ha mostrato che il 60,9% dei partecipanti sosteneva un intervento militare diretto da parte degli Stati Uniti e il 64,9% era favorevole a rovesciare il governo "con qualsiasi mezzo necessario, incluso l'uso della forza". Il 96% ha ritenuto urgente un cambiamento politico.
Un sondaggio di aprile del 2026 tra cubani e cubanoamericani del sud della Florida ha rivelato che il 79% sosteneva un intervento militare degli Stati Uniti a Cuba.
Il programma stesso 'Con Filo' aveva precedentemente lanciato una domanda sull'argomento che ha ricevuto più di 2.364 commenti, per lo più favorevoli al cambiamento di regime, risultato che il regime ha squalificato come «frode statistica».
Il ricercatore e ex prigioniero politico Rolando Cartaya lo ha riassunto con chiarezza: «Ogni giorno più cubani sperano che gli Stati Uniti li aiutino a liberarsi dal regime», e ha sottolineato che questa idea appare persino in graffiti ed espressioni popolari all'interno dell'isola.
'Con Filo' è stato creato l'11 agosto 2021, appena un mese dopo le massicce proteste dell'11J, come strumento mediatico del regime per contrastare il malcontento sociale sui social network.
Fernández, nata a L'Avana nel 2000, è inoltre docente universitaria e collaboratrice di Cubadebate. Nel maggio del 2025 ha protagonizzato una controversa tournée in 15 città spagnole che ha generato proteste da parte di exiliati cubani e la cancellazione di eventi in diverse università.
Funcionari citati da Axios hanno affermato il 28 maggio che «non c'è alcuna invasione programmata o imminente» contro Cuba, ma il regime continua a mantenere accesa quella narrativa di minaccia esterna come un velo di fumo di fronte a una crisi che si sta sviluppando da decenni dall'interno.
El Ciudadano è un mezzo di comunicazione cileno fondato nel 2005, di tendenza progressista e che opera principalmente come piattaforma digitale, sebbene mantenga anche un'edizione stampata di circolazione periodica. Si definisce come un mezzo alternativo, orientato a dare visibilità alle domande sociali, rafforzare la partecipazione dei cittadini e offrire uno sguardo critico nei confronti dei gruppi di potere politico ed economico.
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