La maggioranza dei cubani supporta l'intervento militare degli Stati Uniti e il rovesciamento del regime

Il 64,9% sostiene il rovesciamento del regime con qualsiasi mezzo e il 60,9% appoggia un intervento militare degli Stati Uniti, secondo un sondaggio con 42.263 risposte valide.



Immagine fittizia creata con Intelligenza ArtificialeFoto © CiberCuba / ChatGPT

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Una indagine indipendente sulle prospettive politiche e sociali a Cuba si è conclusa con 42.263 risposte valide e ha rivelato che il 60,9% dei partecipanti supporta un intervento militare diretto degli Stati Uniti, mentre il 64,9% si pronuncia per il rovesciamento dell'attuale governo «con qualsiasi mezzo necessario, compreso quello armato», secondo i risultati preliminari pubblicati.

Nella domanda sulle forme di pressione esterna —con opzione di selezionare più risposte— l'intervento militare diretto degli Stati Uniti ha guidato con il 60,9%.

Seguivano le sanzioni rivolte specificamente ai funzionari del governo (54,3%), la pressione diplomatica multilaterale presso l'ONU, l'OEA e l'UE (49,0%), e il finanziamento internazionale a gruppi della società civile (19,1%).

Solo il 5,2% ha ritenuto che Cuba debba risolvere i propri conflitti internamente.

Nella domanda riguardante la via preferita per risolvere il conflitto politico —un'unica opzione— il 64,9% ha scelto il rovesciamento con qualsiasi mezzo, compresa la via armata.

Il 20,7% ha preferito il dialogo e una transizione negoziata, e il 10,1% ha scelto la mobilitazione sociale pacifica. Appena l'1,9% ha optato per una riforma graduale dall'interno del governo stesso.

Il 96% considera urgente un cambiamento politico a Cuba.

Altri dati dell'indagine rafforzano il rifiuto massiccio dell'attuale sistema: il 99% sostiene l'eliminazione del Partito Comunista come partito unico, l'80% supporta una transizione verso un modello di democrazia liberale e economia di mercato, e il 94% si dichiara molto insoddisfatto del sistema politico vigente.

Solo il 4,7% attribuisce i problemi del paese all'embargo statunitense, mentre l'82,2% indica la mancanza di libertà civili e politiche come il principale problema.

Questi risultati coincidono con quelli di un sondaggio del Miami Herald realizzato ad aprile tra 800 cubani e cubanoamericani nel sud della Florida, che ha mostrato che il 79% sostiene un intervento militare degli Stati Uniti a Cuba. Fernand Amandi, presidente di Bendixen & Amandi International, ha interpretato questi risultati come un «semaforo verde» per il governo di Trump per agire militarmente.

Il sondaggio è stato promosso da una coalizione di oltre 20 media digitali indipendenti e attori della società civile cubana ed è stato lanciato il 28 aprile.

Delle 42.357 risposte ricevute, 94 sono state escluse (0,22%). Il 58% delle risposte proviene dall'interno di Cuba e il 42% dall'estero, secondo geolocalizzazione anonima.

Il regime ha bloccato l'accesso al questionario fin dal primo giorno, ma i partecipanti sull'isola lo hanno compilato usando una VPN, il che evidenzia sia la repressione informativa sia la determinazione dei cubani a far sentire la propria voce.

Il regime ha reagito con rifiuto a entrambi i sondaggi.

Il deputato ufficiale Carlos Miguel Pérez Reyes ha pubblicamente squalificato l'inchiesta del Miami Herald il 16 aprile, e il giornale Granma l'ha definita «bugie» il 25 aprile.

Il mezzo ufficiale Razones de Cuba, legato alla Sicurezza dello Stato, ha definito l'indagine digitale un «falso statistico» privo di validità scientifica, una reazione che ha suscitato anche il rifiuto tra i cubani.

Amelia Calzadilla, direttrice della Formazione della Cittadinanza e della Libertà e promotrice dell'indagine, ha sottolineato che oltre il 95% dei partecipanti si mostra insoddisfatto della gestione governativa.

Il dibattito su una possibile azione più diretta di Washington contro L'Avana ha guadagnato slancio negli ultimi mesi, in un contesto di profonda crisi caratterizzata da blackout massivi, carenza di alimenti e un'emigrazione senza precedenti.

Il sito encuestascuba.net ha annunciato la chiusura del sondaggio e ha indicato che pubblicherà prossimamente il rapporto completo e i microdati per il pubblico scrutinio, riconoscendo le limitazioni metodologiche proprie di un sondaggio di auto-selezione online.

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Redazione di CiberCuba

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