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Il comico e attore cubano Ulises Toirac ha pubblicato questo venerdì una riflessione critica sul pacchetto di riforme economiche annunciato da Miguel Díaz-Canel venerdì, in cui ha posto una domanda che riassume decenni di contraddizioni del sistema: «Si sta ammainando qualche bandiera del socialismo?».
Toirac ha puntato direttamente a Marino Murillo Jorge —chiamandolo «lo zar del tabacco» per la sua posizione alla guida di Tabacuba— come lo stesso funzionario che 15 anni fa ha progettato i Lineamenti della Politica Economica e Sociale.
Conosciuto all'epoca come «lo zar dei Lineamenti», Murillo Jorge fu l'"architetto" del grande progetto riformista del regime approvato nel VI Congresso del Partito Comunista di Cuba (PCC) nel 2011, e che, ad oggi, sarebbe gravato dai deficienti tentativi di variopinti "programmi di governo per correggere le distorsioni e rilanciare l'economia".
«Il problema non è congiunturale. Le riforme sono quelle: riforme», ha scritto Toirac nel suo post su Facebook, prima di sottolineare che quegli Orientamenti, frutto di dieci anni di studio, «avrebbero potuto cambiare qualcosa» se fossero arrivati in tempo, ma «vengono a cadere oggi».
Toirac ha ricordato anche che coloro che in quel periodo proponevano soluzioni dello stesso calibro di quelle odierne «venivano etichettati come nemici o mercenari», il che rende l'annuncio attuale una contraddizione difficile da sostenere per i suoi stessi autori.
Se queste misure sono in sintonia con il 'sistema', queste dovevano essere le riforme quella volta. Anche più 'audaci', come quelle che sicuramente arriveranno il mese prossimo quando queste non otterranno la reazione necessaria», ha osservato il comico mettendo in evidenza una contraddizione che rappresenta una trappola logica senza uscita per il regime.
Tras aver sottolineato che le opportunità di riforma sono state molte e che, nel miglior dei casi, le misure annunciate ora dal medesimo primo segretario del PCC «sono arrivate tardi e con riluttanza», Toirac ha concluso: «Questo mi fa pensare che, essendo gli autori di queste e di quelle, oggi non funzioneranno nemmeno».
L'attore ha anche smontato l'enfasi di Díaz-Canel nell'attrarre imprenditori della diaspora cubana, avvertendo che quel settore è già «scottato» e che l'imprenditoria straniera che ha investito in altre epoche «è finita per subire il problema del debito non pagabile», se n'è andata e oggi «non ha intenzione di tornare».
Il diagnostico più duro del testo ha puntato alla vera causa delle riforme: «Lo scenario di una possibile esplosione sociale e le sue conseguenze nelle attuali circostanze sono la causa di queste riforme». E ha aggiunto: «La gente non è stanca o esausta. La gente è DISPERATA».
La tensione che Toirac evidenzia ha un fondamento costituzionale concreto: l'Articolo 4 della Costituzione cubana del 2019 dichiara che «il sistema socialista che ratifica questa Costituzione è irrevocabile», e l'Articolo 229 vieta di modificare tale dichiarazione.
Se l' autonomia imprenditoriale, l'apertura agli investimenti privati, la legalizzazione delle attività non sono compatibili con il socialismo, il regime starebbe facendo esattamente ciò che la propria Costituzione vieta.
L'economista Pedro Monreal ha sottolineato a maggio che a Cuba «è passato il treno delle riforme della Cina e del Vietnam», gli stessi modelli che Díaz-Canel ha citato come riferimento nel presentare il suo programma.
La storia dei Lineamenti —approvati nel 2011, aggiornati nel 2016, riconosciuti come un fallimento nel 2023— suggerisce che la domanda di Toirac non è retorica.
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