Alexis Valdés non evade le domande difficili, nemmeno quando a farle è un giovane comico con voglia di conquistare il mondo. Questo domenica, l'umorista cubano ha pubblicato un reel su Facebook di appena un minuto in cui risponde, con il suo consueto mix di schiettezza e umorismo, a cosa serve per avere successo nella comicità. La risposta, come lui stesso avverte, è «la sua verità» — la stessa che lo ha guidato per oltre quattro decenni sul palcoscenico.
«La risposta è semplice: devi essere il migliore del mondo», inizia Valdés nel video. E prima che qualcuno si spaventi, precisa: «Ovvio che non sarai il migliore del mondo, o sì, ma almeno devi provarci». L'obiettivo non è la perfezione garantita, ma l'atteggiamento di chi non si accontenta di meno.
Ma il cammino verso quell'olimpo comico non passa solo per avere un talento naturale. Valdés è categorico: bisogna studiare, leggere, vedere i migliori, consumare cinema, teatro e pittura, ed ascoltare buona musica. «Quando avrai così tante informazioni, potrai salire su un palcoscenico e dire qualcosa che, oltre ad essere divertente, sia interessante per la gente», spiega. In altre parole: la risata senza sostanza si esaurisce; quella carica di cultura perdura.
Quella visione dell'umorismo come un mestiere serio non è nuova per Valdés. In un'intervista precedente aveva già affermato che «l'umorista si nasce, ma come in ogni professione, bisogna lavorare molto per svilupparla», sottolineando la differenza tra essere divertenti in una riunione di famiglia e essere un professionista della commedia. Il reel di oggi è, in un certo senso, la versione condensata di questa filosofia.
La traiettoria dello stesso Valdés è la migliore garanzia delle sue parole. Nato a L'Avana nel 1963 in una famiglia artistica —suo padre è l'attore e umorista Leonel Valdés—, ha studiato ingegneria prima di dedicarsi all'arte, il che dice molto del suo appetito intellettuale. È emigrato in Spagna negli anni '90, dove ha guadagnato notorietà in El Club de la Comedia, e nel 2005 ha debuttato come regista di cinema con Un re a L'Avana.
En Miami si è affermato con programmi come Esta Noche Tu Night e Seguro che Yes, e nel settembre del 2022 ha debuttato insieme a Carnota con la serie umoristica Amores de Banco. Nel 2023 ha lanciato il podcast Qué Desastre! e nel 2024 ha ricevuto il Martín Fierro Latino nella categoria di Labor Humorística in Televisione e Piattaforme. Nel 2025 ha aggiunto una nuova corda al suo arco narrando Il vecchio e il mare di Hemingway.
Il consiglio di Valdés risuona con particolare forza se si considera il ruolo dell'umorismo all'interno della cultura cubana. Dallo teatro bufo del XIX secolo ai monologhisti della diaspora, la commedia a Cuba è stata molto più di semplice intrattenimento: è una forma di riflessione sulla realtà, di sopravvivenza e, nel migliore dei casi, di trascendenza. Gli esperti hanno sottolineato che l'umorismo cubano «non è qualcosa di collaterale», ma un pilastro identitario che funge da valvola di sfogo sociale e da strumento di critica in tempi di crisi —che a Cuba, come è noto, non sono certo mancati.
Humoristi come Ulises Toirac, Mario Sardiñas, Osvaldo Doimeadiós, Miguel Moreno e Luis Silva, per citare solo alcuni, sono stati costanti critici della realtà cubana; cosa che al regime non fa per nulla piacere. Infatti, il creatore del canale satirico Despingovery Channel, Eddy Ceballos, è stato arrestato il 1° giugno a L'Avana a causa di un forte intervento della polizia.
Valdés incarna questa tradizione dall'esilio con una proposta che non rinuncia alla profondità. Il suo messaggio di oggi non è diretto solo al giovane comico che gli ha scritto: è un promemoria che fare ridere la gente, davvero e con coerenza, è una delle mansioni più serie che esistano.
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