Il scrittore e analista politico cubano Orlando Luis Pardo Lazo ha avvertito in un'intervista con Tania Costa che la diaspora cubana rappresenta una minaccia esistenziale per il regime di La Habana, sottolineando che decenni di "esportazione" della propria popolazione hanno creato le condizioni affinché uno di quegli esuli possa distruggere il sistema dall'esterno.
In una conversazione con CiberCuba, Pardo Lazo ha utilizzato una metafora incisiva per illustrare il suo argomento. «Quando si ha una diaspora così grande, quando si è esportata la propria popolazione per così tanto tempo, si è a rischio che uno di quei dannati, uno di quei non cubani come li chiamano all'Avana, non cubano di origine cubana, ex cubano, possa distruggere l'impero che si è costruito là all'Avana».
Lo scrittore andò oltre con un'altra immagine storica. «Può portare a Roma uno di quei gladiatori che lei ha votato a calci e distruggere l'impero fino alla sua rovina».
Pardo Lazo ha citato il caso di Marco Rubio —figlio di immigrati cubani e attuale Segretario di Stato degli Stati Uniti dall gennaio 2025— come esempio concreto di questo fenomeno, sebbene abbia chiarito che si tratta di un fatto «unipersonale», non del risultato di grandi somme di denaro cubano-americano mobilitate politicamente.
Nel medesimo analisi, lo scrittore ha rivolto un messaggio diretto agli imprenditori cubanoamericani che considerano di investire a Cuba: farlo nelle attuali condizioni del regime equivale a un suicidio finanziario.
«Tutti i soldi investiti a Cuba, tutte le case acquistate a Cuba senza un regime di diritti, senza un rispetto dei diritti finanziari, economici e eventualmente politici, si sta suicidando», ha affermato, citando come esempio gli imprenditori che sono finiti in prigione sull'isola con i loro beni confiscati.
Invece, Pardo Lazo ha proposto che l'investimento della diaspora funzioni come leva di trasformazione politica. «Assicurati che il tuo denaro sia una leva di Archimede per il cambiamento democratica».
Il suo appello agli imprenditori è stato esplicito: «Non investire per guadagnare milioni, investi per guadagnare trilioni di denaro a Cuba. E questo si realizza quando puoi mettere il denaro in una camera di commercio libera, in un'economia libera».
Lo scrittore è arrivato a immaginare il potenziale di una Cuba trasformata: «Convertitela nella nuova Cancún o in qualcos'altro, quando sarà possibile».
L'analisi di Pardo Lazo arriva in un momento in cui il regime cubano cerca disperatamente di attrarre capitali esterni. Nell'aprile del 2026, L'Avana ha approvato il Decreto-Ley 117/2026, creando una condizione migratoria speciale per i cubani residenti all'estero che desiderano investire nell'isola in settori come il turismo, l'energia e gli alimenti.
Tuttavia, gli analisti respingono questa apertura come insufficiente. L'imprenditore cubanoamericano Carlos Saladrigas è stato categorico al riguardo: «Non ci sarà investimento a Cuba senza cambiamento politico», esigendo garanzie legali e un sistema giudiziario indipendente come condizioni minime.
Pardo Lazo ha anche descritto il regime cubano attuale non come una dittatura tradizionale, ma come un sistema «disconnesso dalla realtà» che non è più in grado di fornire acqua, elettricità, salute né istruzione al popolo cubano, il che, a suo avviso, segna una fase di transizione storica senza ritorno.
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