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Raúl Castro ha inviato questo giovedì una lettera ufficiale allEsercito Occidentale di Cuba in occasione del 65° anniversario della sua fondazione, nella quale ha esortato a continuare «l’opera iniziata» dagli eroi e martiri delle Forze Armate Rivoluzionarie, in un momento di massima tensione tra il regime cubano e gli Stati Uniti.
Il documento, con la dicitura «Anno del Centenario del Comandante in Capo Fidel Castro Ruz», è stato diffuso dal Ministero delle Forze Armate Rivoluzionarie (MINFAR) sui social media ed è stato ripreso dall'account ufficiale della Presidenza di Cuba.
Nella lettera, Castro affermò che «il sangue generoso dei suoi eroi e martiri ha fertilizzato il cammino da seguire, e oggi il ricordo del loro esempio costituisce una preziosa motivazione per continuare l'opera da loro avviata».
Al acto commemorativo hanno partecipato Miguel Díaz-Canel, presidente e primo segretario del Partito Comunista di Cuba, e il ministro delle FAR, generale di corpo d'armata Álvaro López Miera.
Durante la cerimonia sono stati consegnati riconoscimenti e medaglie, e diversi ufficiali sono stati promossi a gradi superiori.
Il capo dell'Esercito Occidentale, generale di divisione Ernest Feijóo Eiró, ha ribadito l'impegno delle sue truppe a rimanere «ferme nei nostri posti di combattimento» di fronte a quella che ha definito una «seria minaccia di aggressione alla Patria».
«Affronteremo tutti i piani che cercano di minare la nostra determinazione di essere liberi e indipendenti», ha affermato l'alto comando militare.
Nella lettera, Castro ha sottolineato anche il ruolo dell'Esercito Occidentale nelle missioni internazionaliste e nell'attuazione della dottrina della «Guerra di Tutto il Popolo», che il regime ha attivato quest'anno come quadro di preparazione di fronte a un eventuale conflitto.
La missiva è la terza che Castro invia alle strutture regionali delle FAR nel 2026: prima ha congratulato l'Esercito Centrale il 3 aprile e l'Esercito Orientale il 21 aprile, tutte con un discorso incentrato sulla difesa della patria di fronte alla minaccia esterna.
Il gesto simbolico del leader storico della dittatura si verifica in uno dei momenti più critici per il regime: il segretario alla Guerra degli Stati Uniti, Pete Hegseth, ha visitato la Base Navale di Guantánamo questo mercoledì e ha avvertito che sarebbe «poco prudente» per Cuba acquisire armamenti in grado di raggiungere quella base o il territorio continentale statunitense.
Il giorno dopo, Hegseth ha confermato dal Comando Centrale di Tampa che un'operazione di cattura o eliminazione contro Díaz-Canel «rimane un'opzione».
Questa escalation si colloca nei rapporti di maggio 2026 che segnalavano che Cuba avrebbe acquisito più di 300 droni militari provenienti da Russia e Iran, il che ha motivato il dispiegamento della portaerei USS Nimitz nei Caraibi e l'elaborazione di scenari di azione militare da parte del Comando Sud.
Raúl Castro, che ha compiuto 95 anni il 3 giugno e è riapparso pubblicamente il 5 giugno al Teatro Karl Marx, mantiene così una presenza simbolica attiva come sostegno ideologico al regime mentre Cuba attraversa una profonda crisi di blackout, scarsità e migrazione di massa.
La lettera all'Esercito Occidentale si conclude con il motto «Per sempre vittoriosi!», la stessa formula retorica che Castro ha utilizzato nelle sue comunicazioni precedenti alle FAR in anno di crescente tensione bilaterale.
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