Raúl Castro congratula l'Esercito Centrale di Cuba: "sapranno affrontare qualsiasi aggressione"



Raúl Castro e Miguel Díaz-Canel (Immagine di riferimento)Foto © Televisione cubana

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Raúl Castro ha inviato una lettera di congratulazioni ai combattenti dell'Esercito Centrale di Cuba in occasione del 65° anniversario di quella istituzione, letta a suo nome giovedì scorso durante una gala tenutasi a Matanzas, in cui ha ripetuto il discorso militarista che il regime ha intensificato da gennaio di quest'anno.

"Oggi, mentre la Patria è nuovamente minacciata, ribadisco la mia fiducia che sapranno affrontare qualsiasi aggressione, convinti della vittoria", è stata la frase centrale della lettera del generale dell'Esercito, assente fisicamente dall'atto, secondo la Agencia Cubana de Noticias.

Il messaggio non contiene nulla che non si sia già sentito: la stessa appello al nemico esterno, la stessa invocazione alla resistenza, lo stesso richiamo alla coesione militare che il regime ripete da decenni e che è aumentata negli ultimi mesi.

In his letter, Castro emphasized the foundation of the Ejército Central by the Commander of the Revolution Juan Almeida Bosque on April 4, 1961 and acknowledged the contribution of that institution to the doctrine of the War of All the People.

La gala ha incluso la consegna del Sigillo del 65° Anniversario a Raúl Castro stesso, al viceministro delle Forze Armate Rivoluzionarie (FAR) Joaquín Quintas Solá e ad altri generali e fondatori, oltre a un diploma di riconoscimento firmato dal ministro delle FAR, Álvaro López Miera.

Un dettaglio rivelatore dell'evento è stata la distinzione con il Servizio Distinto delle FAR al tenente colonnello Sander Padilla Gómez, che stava svolgendo "servizio speciale" in Venezuela il 3 gennaio 2026, data in cui le forze statunitensi hanno eseguito l'Operazione Risoluzione Assoluta, che ha portato alla cattura di Nicolás Maduro e alla morte di 32 militari e agenti cubani che facevano parte del suo dispositivo di sicurezza personale.

Esa operazione è stata il detonatore dell'escalation retorica del regime, che da allora ha dichiarato il 2026 come l'"Anno di preparazione per la difesa", annunciando esercitazioni militari ogni sabato e approvando piani per il passaggio allo Stato di Guerra durante una riunione del Consiglio di Difesa Nazionale presieduta da Raúl Castro il 18 gennaio, carica che costituzionalmente spetta a Díaz-Canel.

Il MINFAR è arrivato a dichiarare che la parola resa e sconfitta sono completamente cancellate dalla sua terminologia militare e che "nessun nemico sarà al sicuro a Cuba".

Analisti segnalano che questa retorica serve a deviare l'attenzione dalla grave crisi economica che affligge l'isola e a rafforzare la coesione ideologica del regime appellandosi alla paura di un nemico esterno, una risorsa che la dittatura ha utilizzato in modo sistematico per 67 anni.

Presiedevano l'omaggio il viceministro delle FAR Joaquín Quintas Solá, il generale di divisione Víctor Leonardo Rojo Ramos, capo della Direzione Politica delle FAR, e il generale di divisione Raúl Villar Kessell, capo dell'Esercito Centrale.

La gala è iniziata con un'offerta floreale ai caduti di Playa Girón nel 1961, collegando simbolicamente l'anniversario con la narrativa antiimperialista che il regime non abbandona mai, indipendentemente da quanto sia cambiato il mondo o quanto sia peggiorata la vita del popolo cubano.

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