Una cubana identificata come Dayamy Trujillo ha raccontato in un video che un viaggio di andata e ritorno tra San Cristóbal e L'Avana è costato 8.000 pesos cubani: 4.000 pesos per l'andata e altri 4.000 per il ritorno in guagua, una cifra che supera di gran lunga lo stipendio mensile di molti lavoratori dell'isola.
La autrice, che ha registrato il video all'aperto indossando una giacca a camuffamento e occhiali da sole, ha confermato nei commenti che il punto di partenza è San Cristóbal, municipio della provincia di Artemisa situato a circa 80 chilometri a sud-ovest dell'Avana, e non Pinar del Río come alcuni follower ipotizzavano.
«4.000 pesos una guagua fino a La Habana e 4.000 per tornare, cioè 8.000 pesos solo per il trasporto, cioè uno stipendio medio qui è di 3.400 al mese, ah e questo è con passaggi, un'auto diretta è una follia, una follia di prezzo, Dio mio non possiamo neanche uscire per lavorare», ha detto Trujillo nel video.
Il prezzo contrasta con le tariffe del servizio sperimentale che la Empresa Provinciale di Trasporto di Artemisa ha lanciato il 31 maggio con la partecipazione del settore privato: 540 pesos da San Cristóbal a L'Avana e 700 pesos dalla capitale provinciale.
Questa differenza abissale indica che i 4.000 pesos pagati da Trujillo corrispondono al trasporto privato informale, l'unico che funziona regolarmente di fronte al collasso del sistema statale.
Il trasporto statale di passeggeri a Cuba è crollato del 93% tra gennaio e settembre 2025, e a gennaio 2026 lo stesso governo ha riconosciuto di aver raggiunto solo il 42% degli obiettivi pianificati.
La situazione si aggraverà ancora di più: il Ministero dei Trasporti ha annunciato una drastica riduzione delle frequenze di autobus, treni e traghetti a partire dal 18 giugno 2026, in mezzo a una crisi di carburante che ha paralizzato le tratte in diverse province.
I commenti al video rivelano che 8.000 pesos è addirittura un prezzo «economico» rispetto ad altre rotte del paese.
«Da Camagüey sono più di 20.000 per andare e più di 20.000 per tornare. Non hai scoperto nulla di nuovo», ha scritto un utente. Un altro ha aggiunto: «Sono pochi per Granma, 16 mila per andare e 16 mila per tornare». Da Santiago di Cuba i prezzi oscillano tra 15.000 e 35.000 pesos, e da Holguín possono superare i 30.000.
Il dramma si aggrava quando si confronta con i salari reali dei cubani. Dati ufficiali indicano che il salario medio nazionale si attesta attorno ai 6.830 pesos mensili alla fine di novembre 2025, ma molti lavoratori guadagnano molto meno: un custode di un negozio in valute ha riportato nei commenti un salario di 2.400 pesos al mese, lo stesso di un pensionato.
La crisi dei trasporti a Sancti Spíritus è arrivata al punto di sospendere il servizio intercomunale, interurbano e rurale per mancanza di carburante, mentre a Ciego de Ávila solo due delle 135 linee statali erano operative a marzo 2026.
«PER QUESTO NON C’È DESIDERO DI ANDARE A LAVORARE. INFATTI, IL DENARO NON HA VALORE COMPARATO AI SALARI», ha riassunto uno dei commentatori, in una frase che sintetizza il sentire di migliaia di cubani intrappolati tra salari da fame e tariffe di trasporto impossibili.
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