Laritza Camacho ai dirigenti a Cuba: «Riempite le pentole... i calderoni pieni non suonano»

Laritza Camacho chiede al regime cubano di risolvere la crisi alimentare, raccogliere i rifiuti, ascoltare il popolo e concedere un'amnistia ai prigionieri politici.



Immagine di riferimento creata con Intelligenza ArtificialeFoto © ChatGPT

Video correlati:

La presentatrice e conduttrice cubana Laritza Camacho ha pubblicato nel suo profilo di Facebook un messaggio diretto ai dirigenti del regime cubano, in cui chiede quattro azioni concrete: raccogliere i rifiuti, ascoltare il popolo, concedere un'amnistia ai prigionieri politici e, soprattutto, risolvere la crisi alimentare che devasta il paese.

Nel testo, intitolato «Lo falso è falso da qualsiasi angolo», Camacho ricorre a un proverbio popolare per riassumere il suo argomento centrale: «Riempite le pentole... i calderoni pieni non suonano».

Con quell'immagine, la locutrice ribalta l'argomento ufficiale che tende ad attribuire il malcontento sociale a una «manipolazione esterna», sottolineando che la vera causa è la miseria: un popolo con lo stomaco pieno non ha bisogno di protestare.

«I cuori felici non urlano slogan e i cervelli occupati in cose utili, creano e producono», scrisse Camacho, chiarendo che la soluzione al malessere sociale non sta nella repressione né nella propaganda, ma nel risolvere i bisogni fondamentali.

Il messaggio rigetta inoltre apertamente l'argomento secondo cui la durata al potere equivalga a legittimità.

«Nessuno mi parli di tempo. Nessuno mi dica che un potere esercitato per anni significhi che sia un buon potere», scrisse, e aggiunse un confronto storico incisivo: «La schiavitù è durata secoli nel mondo. Qualcuno può dirmi che sia giusta?»

Camacho stabilisce inoltre una distinzione tra potere e governo: «Il potere è frusta, governare no. Governare è astuzia, intelligenza, diplomazia, capacità di fare amici e non nemici. Governare è guidare per la buona strada e dovrebbe significare prosperità, progresso, giustizia, comprensione, verità e trasparenza».

E scarta la scusa delle colpe esterne: «Cercare colpe esterne per giustificare la tua cattiva gestione, anche questo non funziona», sentenzia.

Il post arriva in un momento di crisi umanitaria senza precedenti a Cuba, dove il 96,91% della popolazione non ha accesso adeguato al cibo e il 33,9% delle famiglie ha avuto almeno un membro che è andato a dormire affamato negli ultimi 30 giorni.

Alla carenza di cibo si aggiunge una crisi della raccolta dei rifiuti a L'Avana aggravata dalla mancanza di carburante, che ha fermato i camion dei rifiuti e costretto i residenti a bruciare la spazzatura accumulata per le strade.

Non è la prima volta che Camacho lancia critiche pubbliche al governo. Il 28 maggio ha pubblicato un altro testo sul doppio discorso ufficiale, riassunto nella frase «La menzogna si grida forte e la verità si sussurra piano», e a luglio del 2021 ha scritto una lettera aperta a Díaz-Canel chiedendone le dimissioni dopo la repressione del 11J.

Archiviato in:

Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.