«Non continuate a fare la figura del ridicolo con questi video penosi»: Sberleffi sui social alla propaganda bellica delle FAR

Il MINFAR ha pubblicato questo venerdì un reel di propaganda bellica accompagnato da un testo che invita a cancellare le parole «resa» e «sconfitta» dal vocabolario militare cubano. Il messaggio del regime, che include riprese di elicotteri sovietici invecchiati, ha scatenato una nuova ondata di scherni sui social media. Gli utenti in rete hanno paragonato gli apparecchi a «carrelli della spesa» e hanno chiesto al MINFAR di smettere di «fare figura ridicola».



Propaganda bellica delle FAR a CubaFoto © Captura di video FB/Minfar Cuba

El Ministero delle Forze Armate Rivoluzionarie di Cuba (MINFAR) ha pubblicato questo sabato sul suo profilo Facebook un messaggio che esorta a «rifiutare e abolire dalla nostra terminologia militare le parole resa e sconfitta, poiché la loro pratica è propria di codardi e demoralizzati», aggiungendo che «i codardi ricevono disprezzo e umiliazione anche dai propri nemici».

La pubblicazione, contrassegnata con l'hashtag #FARCuba, che accompagna un reel di 30 secondi dove si osservano manovre militari con un elicottero sovietico, non sembra aver intimidito nessuno: ha scatenato, come da consuetudine, una nuova ondata di burle e sarcasmo sui social media.

Il nuovo post è l'ultima consegna di una campagna di propaganda bellica che il MINFAR ha intensificato durante tutto maggio 2026, con messaggi come «Per Cuba non c'è alternativa, vittoria o morte», «l'ordine di cessate il fuoco non sarà mai dato» e piccoli clip che mostrano esercitazioni tattiche, cecchini, mitragliatrici leggere e lanciagranate RPG-7, accompagnati da avvertimenti come: «La guerra non deve essere provocata, ma la faremo se il nemico la impone».

Un video del passato mercoledì 27 mostrava un elicottero Mi-8 sovietico in una presunta inserzione tattica aerea; ha ottenuto migliaia di visualizzazioni ed è diventato oggetto di meme. Gli internauti non hanno tardato a sottolineare che l'apparecchio —una reliquia della Guerra Fredda— sembra uscito da un museo dell'aviazione sovietica piuttosto che da una forza di combattimento credibile.

Quello di questo venerdì non ha avuto migliore sorte: «Le rotelline dell'elicottero mi ricordano il mio carrello della spesa», ha scritto un utente. Un altro è stato più tecnico, sebbene altrettanto devastante: «Elicottero russo… altamente vulnerabile a un attacco elettronico, altamente vulnerabile a un caccia moderno, altamente vulnerabile a un missile di inseguimento lanciato da terra… Insomma, questa gente vive di spettacolo».

Le domande non si sono fatte attendere. «Solo per curiosità, di quanti elicotteri stiamo parlando?», ha chiesto qualcuno. La risposta collettiva è arrivata da sola: «Ma non hanno che un solo elicottero perché esce sempre lo stesso». Un altro internauta, con meno pazienza, ha riassunto la situazione in quattro parole: «Wao, guarda cosa hanno fatto con gli elicotteri di disinfestazione».

«Non continuate a fare RIDICOLO con questi video penosi. Abbiate un minimo di amor proprio!», ha ribattuto un utente al MINFAR. Un altro è stato ancora più lapidario: «Le FAR di Cuba non potrebbero contenere nemmeno un'invasione di Hernán Cortés se resuscitasse. Hanno armamenti preistorici e preparazione a livello 0.0». E un altro ancora, con un'ironia che fa male: «I soldati cambieranno le loro armi con il cibo».

Il sarcasmo popolare ha una base materiale. Le FAR che fino ad ora hanno sostenuto il regime, dispongono di armamento sovietico obsoleto e di una flotta aerea con diversi aerei fuori servizio. La loro difesa aerea si basa su sistemi considerati tecnologicamente superati, senza accesso a piattaforme moderne e la dottrina ufficiale, chiamata «Guerra di Tutto il Popolo», è progettata per una resistenza irregolare e il logoramento dell'invasore, non per fermare operazioni di precisione o di alta intensità convenzionale.

El Pentagono, da parte sua, con la forza militare più potente del pianeta, sta posizionando truppe e armamenti nel Mar dei Caraibi da mesi e si suppone possa lanciare un attacco militare contro Cuba quando arriverà l'approvazione finale del presidente Donald Trump, secondo un articolo pubblicato il giorno 27 da Politico, firmato dal giornalista Paul McLeary.

Todo questo avviene mentre Cuba sta attraversando una crisi economica e sociale senza precedenti, con scarsità di cibo, carburante e medicinali, blackout prolungati e un'emigrazione di massa che svuota l'isola della stessa popolazione che il regime intende mobilitare per la sua «guerra di tutto il popolo». «Presto vedranno che non è la stessa cosa affrontare civili affamati e disarmati che combattere contro soldati veri», ha avvertito un altro utente di internet, aggiungendo: «peccato per i loro giovani o per quelli a cui hanno già distrutto la mente con le loro idee ridicole di 'rivoluzione'».

Il MINFAR ha innalzato il suo tono bellico almeno dal marzo 2026, con messaggi che sono arrivati a coinvolgere anche bambini, in apparente risposta alle tensioni con gli Stati Uniti, che hanno rafforzato la loro presenza nella base navale di Guantánamo. Gli analisti avvertono che il vero dilemma delle FAR non è militare ma politico: se continuare a essere il pilastro del regime o facilitare una transizione ordinata. Nel frattempo, sui social, il verdetto popolare è già emesso: «Dio mio, questo deve essere un circo».

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Redazione di CiberCuba

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