
Video correlati:
Il tono di guerra del regime cubano non si è limitato a una frase isolata. Nel giro di poche ore, un messaggio apertamente minaccioso del Ministero delle Forze Armate Rivoluzionarie (MINFAR) ha trovato riscontro in dichiarazioni ufficiali che confermano che l'apparato militare dell'isola si sta preparando a un eventuale scenario di conflitto.
“In questo paese, il nemico non avrà nemmeno un metro quadrato dove possa sentirsi al sicuro, dove non abbia la minaccia di volare in aria con una mina o di cadere in un'imboscata che lo annienti”, ha pubblicato il MINFAR su social media, in un messaggio carico di violenza e confronto che evoca direttamente uno scenario bellico.
La crudezza di quelle parole non è passata inosservata. Ma ciò che è venuto dopo rafforza ancora di più la preoccupazione.
Ore dopo, il viceministro degli Affari Esteri, Carlos Fernández de Cossío, ha confermato in un'intervista con il programma Meet the Press di NBC che il regime si sta preparando per una possibile azione militare da parte degli Stati Uniti.
“Il nostro esercito è sempre pronto e, in effetti, si sta preparando in questi giorni per la possibilità di un'aggressione militare”, ha affermato il funzionario.
Sebbene abbia precisato che non considerano probabile tale scenario, ha insistito sul fatto che sarebbe "ingenuo" non prepararsi. "Non vediamo perché dovrebbe verificarsi", ha aggiunto, in una dichiarazione che unisce cautela a una chiara disponibilità ad affrontare uno scenario di confronto.
Le parole del vicecancelliere arrivano in un momento di forte tensione e inasprimento del discorso ufficiale. Appena un giorno prima, lo stesso funzionario aveva chiarito che il sistema politico cubano “non è oggetto di negoziazione”, chiudendo la porta a qualsiasi cambiamento interno anche di fronte a pressioni esterne.
Quando gli è stato chiesto riguardo a possibili concessioni — come la liberazione di prigionieri politici o l'apertura a partiti e stampa libera —, Fernández de Cossío ha fatto riferimento alla consueta narrativa del regime, spostando l'attenzione su critiche al sistema statunitense.
Il contrasto tra la retorica e la realtà quotidiana sull'isola non passa inosservato per molti cubani. Mentre il paese sta attraversando una profonda crisi economica e sociale, il discorso ufficiale torna a incentrarsi sulla logica del nemico esterno e sulla preparazione militare.
La combinazione del messaggio del MINFAR - con riferimenti espliciti a mine ed imboscate - e la conferma della preparazione militare da parte della diplomazia cubana delineano un panorama inquietante, in cui la confronto torna a occupare il centro del racconto ufficiale.
Archiviato in: