Vestito di uniforme da combattimento e di fronte a una concentrazione di militari, poliziotti e lavoratori statali mobilitati davanti all'Ambasciata degli Stati Uniti a L'Avana, il presidente Miguel Díaz-Canel ha difeso questo venerdì Raúl Castro e ha assicurato che l'ex dittatore ha sempre cercato vie per la prosperità e lo sviluppo di Cuba.
L'affermazione, pronunciata con tutta la serietà del caso per un video diffuso sui suoi canali ufficiali, merita di essere confrontata con la realtà che vive il popolo cubano da decenni, con una sofferenza estrema nel 2026.
L'atto, battezzato come «Tribuna Antiimperialista», è stato convocato dall'Unione dei Giovani Comunisti e da altre organizzazioni del regime in risposta alla accusa penale formale presentata dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti contro Raúl Castro il 20 maggio.
Díaz-Canel ha qualificato l'accusa come «l'atteggiamento bellicoso, irrispettoso, illegale, di disprezzo e di prepotenza con cui il governo degli Stati Uniti ha osato criminalizzare, giuridizionalizzare il leader della rivoluzione cubana, il generale d'esercito, Raúl Castro».
Non si è fermato qui. Ha anche etichettato come «ipocrita e bugiardo» una dichiarazione del Segretario di Stato americano, Marco Rubio, rivolta al popolo cubano, e ha proclamato che «Raúl è la patria, Raúl è Cuba», elencando con devozione le «leggende» dell'accusato: guerrigliero, ministro delle Forze Armate, fondatore del Partito Comunista e «fedele discepolo di Fidel».
Il culmine del discorso è arrivato quando Díaz-Canel ha lodato «i coraggiosi sforzi di Raúl nel cercare sempre soluzioni che migliorino il nostro popolo e che contribuiscano alla prosperità e allo sviluppo del nostro paese». Una descrizione che, senza dubbio, risulterà inedita per i milioni di cubani che vivono da decenni in una crisi economica e, più recentemente, in mesi senza elettricità, cibo e farmaci.
Perché la «prosperità» che Díaz-Canel attribuisce a Raúl ha un nome e un cognome: deficit elettrici che hanno continuato a battere record giorno dopo giorno in questo mese di maggio, oltre i 2.000 MW, il che ha provocato blackout di oltre 20 ore in diverse province del paese, con fino al 70 percento del territorio nazionale colpito simultaneamente.
Anche il «sviluppo» economico non appare migliore: la CEPAL ha proiettato per il 2026 una crescita del PIL cubano di appena lo 0,1%, mentre analisi indipendenti stimano una contrazione compresa tra il -9,1% e il -15% in scenari severi. Cuba non ha ricevuto petrolio da dicembre 2025 fino alla fine di marzo 2026. L'emigrazione massiva, attraverso la quale più di un milione di cubani ha lasciato l'isola dal 2021, continua senza sosta.
I capi d'imputazione presentati dal procuratore generale ad interim degli Stati Uniti Todd Blanche a Miami includono cospirazione per assassinare cittadini statunitensi, distruzione di velivoli e quattro capi d'imputazione per omicidio, tutti collegati al abbattimento di due aerei civili di Hermanos al Rescate il 24 febbraio 1996, quando aerei da caccia cubani li hanno colpiti sopra acque internazionali dello Stretto della Florida, uccidendo quattro cubano-americani: Carlos Costa, Armando Alejandre Jr., Mario de la Peña e Pablo Morales.
Díaz-Canel ha concluso il suo intervento con una catena di equivalenze che riassume la logica del regime: «Difendendo Raúl stiamo difendendo la patria, stiamo difendendo la rivoluzione, stiamo difendendo il socialismo e stiamo difendendo la nostra libertà». Il Consiglio di Stato e il Parlamento cubano hanno anche emesso dichiarazioni di sostegno a questa libertà che, a quanto pare, consiste nel vivere senza luce, senza cibo e applaudendo chi ti tiene in queste condizioni da decenni.
L'atto è stato presentato anche come omaggio anticipato al 95° compleanno di Raúl Castro, che ricorre il prossimo 3 giugno. Il caso contro di lui ha un valore principalmente simbolico e politico, dato che Cuba e Stati Uniti non hanno un trattato di estradizione, il che rende praticamente impossibile che l'ex dittatore si presenti davanti a un tribunale. A meno che non si verifichi un'estrazione militare simile a quella affrontata dall'ex dittatore venezuelano Nicolás Maduro lo scorso 3 gennaio.
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