L'influencer cristiano cubano Iván Daniel Calás Navarro ha pubblicato un video su Facebook in cui reagisce all'imputazione di Raúl Castro da parte della giustizia statunitense, nel quale sostiene che l'ex dittatore non è solo un criminale davanti ai tribunali degli Stati Uniti, ma «per molte altre ragioni» di fronte a Cuba e alla storia.
Il video, pubblicato questo venerdì, ha accumulato oltre 13.000 visualizzazioni e quasi 1.800 reazioni, e arriva giorni dopo che il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha declassificato l'accusa formale ampliata contro Raúl Castro e cinque ex militari cubani per l'abbattimento di due aerei civili di Hermanos al Rescate il 24 febbraio 1996.
Calás Navarro apre il suo messaggio senza giri di parole: «Sono cristiano e mi rallegro che Raúl Castro venga perseguito dalla giustizia statunitense».
Ma il creatore di contenuti va oltre il caso giudiziario specifico e amplia l'argomento verso la responsabilità storica dell'ex dittatore: «Raúl Castro è un criminale davanti alla giustizia statunitense per i Hermanos al Rescate. Ma di fronte alla realtà, di fronte a Cuba, di fronte ai fatti storici, è un criminale per molte più ragioni».
L'influencer, che gestisce il canale YouTube Voz de Verdad e attualmente vive in esilio, descrive Castro come il principale responsabile di un apparato di repressione mantenuto per decenni: «In una dittatura militare, lui è precisamente il generale degli eserciti. Famiglia, stiamo parlando di decenni di oppression, di famiglie divise, di sofferenza sistematica».
Uno dei punti più diretti del video riguarda il servizio militare obbligatorio, sotto il quale sono morti giovani cubani nel corso degli anni: «Stiamo parlando del fatto che il "angelito" è il capo dell'esercito dove sono morti e muoiono giovani sotto il servizio militare obbligatorio».
Calás risponde anche a coloro che potrebbero mettere in dubbio la sua gioia da una prospettiva religiosa: «A volte si confonde l'amore cristiano con la passività, con la tolleranza verso l'ingiustizia. E no, non è corretto fare acrobazie teologiche per giustificare l'in giustificabile».
L'influencer sostiene che celebrare un atto di giustizia è, di per sé, un'espressione d'amore verso il prossimo: «Ricorda questo, gioire per la giustizia è anche amare il prossimo che è stato e continua a essere oppresso».
Calás Navarro conosce da vicino il costo di parlare liberamente a Cuba. Nel settembre del 2023, il regime lo convocò per un interrogatorio di polizia all'Avana a causa delle sue pubblicazioni religiose e gli fecero notare che avrebbe potuto essere incarcerato se avesse continuato a parlare contro le autorità.
L’accusa che ha motivato il video è stata presentata da un gran giurì federale riunito a Miami il 23 aprile 2026 ed è stata declassificata il 20 maggio. Le accuse contro Raúl Castro, di 94 anni, includono cospirazione per assassinare cittadini statunitensi, distruzione di aerei e quattro capi d'accusa individuali di omicidio per le morti di Carlos Costa, Armando Alejandre Jr., Mario de la Peña e Pablo Morales.
La prova centrale è una registrazione audio del giugno 1996 in cui Castro, allora ministro delle Forze Armate Rivoluzionarie, ordinò: «Abbatteteli in mare quando si presentano; e non consultate coloro che hanno le facoltà».
Il solo coimputato già in custodia statunitense è Luis Raúl González-Pardo Rodríguez, arrestato nel novembre 2025 per frode migratoria per aver nascosto il suo passato militare. Se Raúl Castro fosse dichiarato colpevole, potrebbe affrontare la pena di morte o l'ergastolo, anche se l'accusa, al momento, ha un significato principalmente simbolico: Castro non ha mai messo piede sul suolo statunitense e non esiste un trattato di estradizione tra Cuba e gli Stati Uniti.
Calás Navarro chiude il suo messaggio con una richiesta che riassume il sentimento di molti cubani dentro e fuori dall'isola: «Per Cuba, non chiedo solo a Dio e a chi Dio usa, libertà, ma anche giustizia».
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