
Video correlati:
Il direttore della CIA, John Ratcliffe, ha portato uno dei leader paramilitari coinvolti nella cattura di Nicolás Maduro al suo incontro con alti funzionari cubani a L'Avana, secondo quanto rivelato da CBS News citando più fonti.
La visita di Ratcliffe a L'Avana ha avuto luogo nella settimana del 14 maggio, in quello che ha costituito un viaggio inusuale del capo dell'intelligence statunitense sull'isola.
Varie fonti hanno segnalato che Ratcliffe ha presentato deliberatamente il paramilitare ai funzionari cubani come «colui che ha ucciso la sua gente in Venezuela», un gesto interpretato come un segnale di avvertimento intenzionale.
Il peso del messaggio è notevole: il governo cubano aveva confermato che 32 dei suoi militari e poliziotti sono morti durante l'operazione americana di cattura di Maduro il 3 gennaio 2026, nella quale hanno partecipato forze speciali e la CIA.
Cuba e Venezuela mantenevano un'alleanza politica, economica e di intelligence che risaliva a decenni prima dell'arresto di Maduro, e la presenza del paramilitare all'incontro sarebbe stata concepita per ricordare al regime cubano le conseguenze di quella associazione.
Tra i funzionari cubani che si sono incontrati con Ratcliffe c'era Raúl Guillermo Rodríguez Castro, conosciuto come «Raulito», nipote dell'ex presidente Raúl Castro, insieme al ministro dell'Interno, Lázaro Álvarez Casas.
La sequenza di eventi che è seguita rafforza l'interpretazione di una pressione coordinata: meno di una settimana dopo quella riunione, il Dipartimento di Giustizia ha declassificato unaccusa formale contro Raúl Castro —di 94 anni— per l'abbattimento di due aerei di Hermanos al Rescate nel 1996, che ha causato la morte di quattro cittadini statunitensi.
Il segretario di Stato Marco Rubio ha dichiarato che Castro è ora «un fuggitivo della giustizia statunitense», secondo quanto riportato da questo mezzo.
Ore dopo la cattura di Maduro, Rubio aveva già avvertito che l'agenzia di spionaggio venezuelana era «piena di cubani» e che se vivesse a L'Avana e fosse parte del governo, «sarebbe almeno un po' preoccupato».
Un funzionario della CIA ha precisato che Ratcliffe ha trasmesso il messaggio che gli Stati Uniti sono «pronti a impegnarsi seriamente su questioni economiche e di sicurezza, ma solo se Cuba apporta cambiamenti fondamentali», e che Cuba «non può più essere un rifugio sicuro per avversari nell'emisfero occidentale».
Rubio ha aggiunto questa settimana che Cuba «non solo possiede armi acquistate dalla Russia e dalla Cina, ma ospita anche una presenza di intelligence russa e cinese nel suo territorio».
Nel frattempo, la comunità dell'intelligence statunitense ha analizzato come risponderebbe Cuba a un'eventuale azione militare, ed è stato confermato che l'isola ha acquisito droni d'attacco.
Il presidente cubano Miguel Díaz-Canel ha risposto che Cuba «non rappresenta alcuna minaccia» per gli Stati Uniti, ma ha avvertito che qualsiasi aggressione militare «provocherà un bagno di sangue dalle conseguenze incalcolabili».
Archiviato in: