I crocieri pagano 450 milioni di dollari per utilizzare porti rubati a Cuba: cosa succede adesso?

L'avvocato Nick Gutiérrez spiega come la Legge Helms-Burton preveda che le sue azioni legali cessino automaticamente se Cuba riesce a ottenere una transizione democratica certificata.



Crociere a CubaFoto © Prensa Latina

L'avvocato Nick Gutiérrez ha affrontato una delle domande più urgenti sollevate dal verdetto della Corte Suprema degli Stati Uniti contro quattro compagnie di crociere: cosa accadrà a queste cause se Cuba dovesse entrare in una transizione democratica?

La preoccupazione non è nuova. Da anni circola l'idea che le controversie per le proprietà confiscate potrebbero paralizzare un eventuale governo di transizione, che erediterebbe un paese in rovina e dovrebbe affrontare contemporaneamente decine di cause attive nei tribunali statunitensi.

Gutiérrez ha respinto questa paura facendo riferimento a un meccanismo che i legislatori prevedevano trent'anni fa: la cosiddetta «clausola di estinzione» del Titolo III della Ley Helms-Burton.

«Non appena il Congresso certificherà che c'è un legittimo governo democratico di transizione a Cuba... il Titolo III cessa di esistere», ha spiegato l'avvocato.

Quella certificazione non è discrezionale né vaga. La legge stabilisce condizioni specifiche: libertà per i prigionieri politici, elezioni convocate entro 18 mesi, esistenza di partiti politici indipendenti e progresso nel ripristino o nella compensazione delle proprietà confiscate.

Se queste condizioni sono soddisfatte, il Titolo III perde di validità. Le 45 cause pendenti ai sensi del Helms-Burton —che rappresentano «una frazione minima di tutte le proprietà confiscate a Cuba», secondo Gutiérrez— verrebbero probabilmente risolte attraverso accordi tra le parti.

«Le domande che sono già state presentate devono essere risolte e probabilmente saranno risolte tramite accordo in quel momento», ha affermato.

Tra queste 45 cause figurano casi presentati di recente: quella dell'aeroporto José Martí, presentata da José Ramón López Regueiro; due della famiglia Blanco Rosel a Mariel, una contro Crowley e l'altra contro Seaboard — entrambe linee marittime di carico —; e una causa contro CGMA, una linea francese. Tutte queste aziende avevano permessi dal Dipartimento del Tesoro per operare con Cuba.

Il modello che Gutiérrez propone per il periodo post-regime è quello dell'Europa dell'Est: «Il nuovo governo di Cuba dovrà fare ciò che è accaduto nei paesi baltici, in Cecoslovacchia, in Germania, e restituire per la maggior parte e, in casi speciali, compensare quei legittimi proprietari per restituire l'economia a mani private».

Quel processo, ha sottolineato, non sarebbe solo un obbligo legale ma un atto di giustizia storica, «decenni dopo i saccheggi senza alcun risarcimento».

Il verdetto di mercoledì, che ha condannato Royal Caribbean, Norwegian Cruise Line, Carnival e MSC a rispondere per 450 milioni di dollari complessivamente per aver utilizzato strutture portuali a L'Avana confiscate al regime castrista nel 1960, apre la porta a tutte le cause che erano in attesa di questo segnale della Corte Suprema.

Il precedente arriva anche settimane dopo che American Airlines e Iberostar hanno raggiunto accordi riservati in cause separate ai sensi della stessa legge, il che conferma che la pressione legale sulle aziende che operano con beni cubani confiscati è ormai una realtà concreta.

«Ironica­mente credo che saremo a Cuba di fronte a un nuovo governo a reclamare direttamente la restituzione di queste proprietà molto prima che i tribunali federali concludano il loro percorso tortuoso», concluse Gutiérrez.

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Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

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