Díaz-Canel: «Per me Raúl Castro è stato un maestro»

Díaz-Canel ha difeso Raúl Castro con un tono affettuoso dopo la sua imputazione federale negli Stati Uniti, descrivendolo come maestro, amico e figura paterna.



Miguel Díaz-Canel e Raúl CastroFoto © Facebook/CubaDebate

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Il presidente cubano Miguel Díaz-Canel è diventato romantico questo mercoledì difendendo Raúl Castro dopo l'imputazione federale presentata contro di lui dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, descrivendo il dittatore di 94 anni come un maestro, un caro amico e una figura paterna.

A attraverso dell'account ufficiale della Presidenza di Cuba su X, Díaz-Canel ha espresso una difesa carica di «affetto personale» verso colui che lo ha preceduto al potere: «Per me Raúl è stato soprattutto un maestro, un capo che si impegna e i cui passi cerco di seguire ogni giorno. Ma è stato anche un amico caro e lo sento come un padre. Fidel è Fidel e Raúl è Raúl».

Le dichiarazioni sono arrivate poche ore dopo che il procuratore generale ad interim degli Stati Uniti, Todd Blanche, ha annunciato presso la Freedom Tower di Miami i costi penali federali contro Raúl Castro per l'abbattimento di due aerei civili dell'organizzazione Hermanos al Rescate il 24 febbraio 1996, in cui morirono quattro cubanoamericani.

La’accusa, approvata da un grande giurì del Distretto Meridionale della Florida il 23 aprile 2026 e resa pubblica questo mercoledì —Giorno dell'Indipendenza di Cuba—, include accuse di cospirazione per assassinare cittadini statunitensi, distruzione di aeromobili e quattro accuse di omicidio.

Díaz-Canel ha definito l'imputazione come «azione politica, priva di base giuridica» e ha affermato che mira a giustificare una eventuale aggressione militare contro Cuba, attribuendola alla «superbia e alla frustrazione» di Washington di fronte alla «fermezza della Rivoluzione Cubana».

In sua difesa, il governante ha descritto anche il ruolo quotidiano che Castro mantiene nonostante abbia formalmente ceduto il potere: «È con un piede nel freddo e vive sempre attento a tutto, dà molto sostegno, stimola quando vede che le cose vengono fatte e danno risultati. Inoltre, con grande rispetto, consiglia».

Díaz-Canel ha sottolineato inoltre che Castro, nonostante il suo peso storico all'interno del regime, «non ci ha mai legati le mani, non ci ha mai fatto sentirci inibiti, non ci ha mai limitati».

Chiuse la sua difesa con un tono epico: «L'altezza etica e il senso umanista della sua opera abbatteranno qualsiasi infamia che si voglia sollevare contro il Generale dell'Esercito Raúl Castro».

Junto a Castro, furono imputati altri cinque militari cubani: Emilio José Palacio Blanco, José Fidel Gual Barzaga, Raúl Simanca Cárdenas, Luis Raúl González-Pardo Rodríguez e Lorenzo Alberto Pérez-Pérez.

Le quattro vittime dell'abbattimento furono Armando Alejandre Jr., Carlos Costa, Mario de la Peña e Pablo Morales. L'Organizzazione Internazionale dell'Aviazione Civile concluse all'epoca che gli abbattimenti avvennero al di fuori dello spazio aereo cubano, e tra le prove presentate figura una registrazione di giugno 1996 in cui Castro avrebbe dato l'ordine di «abbatteteli in mare».

No esiste un trattato di estradizione tra Cuba e Stati Uniti, il che rende praticamente impossibile il perseguimento effettivo di Castro, che a 94 anni non ha mai messo piede su suolo statunitense.

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Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

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