Il comico cubano Javier Berridy ha pubblicato su Facebook un video che è diventato virale: una parodia in cui interpreta un Raúl Castro disperato che riceve una telefonata da Donald Trump, supplicando di essere lasciato "un paio di anni in più al potere".
Nel sketch, il Raúl Castro fittizio si spaventa quando Trump si identifica e gli chiede di non portarselo via: "Afferrare io! 60 anni non sono niente!".
Trump, da parte sua, le dice che intende fermarlo e le chiede di "portare via tutto il male".
Il clip, che ha accumulato più di 62.000 visualizzazioni, arriva in un momento in cui il nome di Raúl Castro occupa le prime pagine per motivi ben più gravi rispetto alla commedia.
Il venerdì, l'agenzia AP ha rivelato che il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti sta preparando un atto d'accusa formale contro Raúl Castro per l'abbattimento di due aerei di Hermanos al Rescate il 24 febbraio 1996, nel quale sono morti quattro cubanoamericani.
Secondo i rapporti, l'accusa potrebbe essere presentata il 20 maggio, una data chiave nella storia di Cuba: la proclamazione della Repubblica.
Trump ha evitato confermare o negare la notizia quando è stato interrogato a bordo dell'Air Force One, e ha detto che avrebbe lasciato che il Dipartimento di Giustizia si pronunciasse.
Il dittatore ha 94 anni, non ha mai messo piede sul suolo statunitense e non esiste un trattato di estradizione tra Cuba e Stati Uniti, il che porta molti a temere un'eventuale operazione militare chirurgica per portare via Raúl da Cuba, come è accaduto in Venezuela con Maduro.
L'immagine del video - un anziano aggrappato al potere, supplicando di non essere rimosso - non è lontana dalla realtà. Anche se ha lasciato la presidenza nel 2018 e la guida del Partito Comunista nel 2021, Raúl Castro continua a essere considerato il vero centro di potere all'Avana. Il conglomerato militare-imprenditoriale GAESA, sotto la sua orbita, controlla circa il 60% dell'economia cubana.
Questo video di Berridy non è il primo del suo genere.
A gennaio, il comico ha avuto come protagonista uno sketch virale quasi identico in cui un Raúl Castro supplicante chiamava Trump per chiedergli di non attaccare Cuba e di portarsi via Díaz-Canel. Sempre a gennaio, la parodia musicale "Donald Trump, portati via Canel" nello stile di "We Are the World" ha superato i 56.000 like su Facebook.
L'umorismo politico della diaspora cubana ha trovato nella figura di Trump - e nella pressione che esercita sul regime - una fonte inestinguibile di satira, utilizzando la risata come forma di denuncia e catarsi collettiva di fronte a decenni di dittatura.
Nel frattempo, Cuba sta attraversando la sua peggiore crisi da decenni: blackout con deficit superiori a 1.000 MW al giorno, carenza generalizzata di alimenti e una caduta del PIL dell'1,9% nel 2024, secondo la CEPAL.
L'analista Camilo Loret de Mola lo riassume senza mezzi termini: "Tutto passa per le mani di Raúl Castro".
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