Marxlenin Pérez Valdés e un'altra lode a Fidel Castro: «Non fare il gioco dell'ideologia nemica»

Marxlenin Pérez Valdés, moglie del nipote di Fidel Castro e presentatrice della televisione statale, ha pubblicato un elogio al Comandante citando la sua lamentela che «È così difficile essere brevi nella battaglia delle idee!». L'ironia è enorme: Castro detiene il record del discorso più lungo in una sessione dell'ONU, con 269 minuti. Nel frattempo, la Cuba di oggi -creazione del dittatore- sopporta blackout di fino a 24 ore e il 33,9% delle famiglie ha sofferto la fame nel 2025.




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Marxlenin Pérez Valdés, dottoressa in Scienze Filosofiche, presentatrice del programma statale «Cuadrando la Caja» e moglie del nipote di Fidel Castro, ha pubblicato questa settimana su Facebook una nuova espressione della sua devozione al Comandante, riscoprendo una frase del 2008 che, secondo lei, «18 anni dopo non è solo attuale»: «Quanto è difficile essere brevi nella battaglia delle idee!».

La ironia è così grande che quasi necessiterebbe di un proprio discorso di quattro ore per spiegarsi. Questa frase appartiene a una riflessione che Castro intitolò «Non fare concessioni all'ideologia nemica» e con la quale chiuse quel testo il 15 aprile 2008. L'uomo che la scrisse è lo stesso che detiene il record del discorso più lungo nella storia dell'Assemblea Generale dell'ONU: 269 minuti pronunciati il 26 settembre 1960, secondo documenti delle Nazioni Unite.

Captura di FB/Marxlenin Valdés

Ma non è tutto. Castro parlò anche per sette ore consecutive in televisione nel gennaio del 1959, dopo il suo'arrivo a L'Avana, in quella che è stata descritta come una possibile record mondiale. E concesse un'intervista di 17 ore al giornalista italiano Gianni Miná, una delle più lunghe della storia. Un uomo che conosceva molto bene la difficoltà di essere conciso, perché non ci provò mai seriamente.

Tan consapevole era Castro della sua stessa prolissità che in alcune delle sue riflessioni, come soliva fare nei suoi discorsi, promise di «essere breve», per non stancare i destinatari. Una promessa che, come tante altre del regime, rimase in sospeso: tra il 2008 e il 2016 scrisse più di 500 «Riflessioni» pubblicate su Granma e Cubadebate; alcune di esse con incoerenze che, a quanto pare, nessuno era autorizzato a correggergli.

Marxlenin, fedele alla sua tradizione, non si ferma nell'analisi. Nel suo post avverte che «la virtualità e i suoi codici» complicano la «battaglia di idee dei popoli dignitosi». I colpevoli, chiaro, sono «i padroni del mondo» che «inventano le fantasie consumiste di moda» affinché la loro «battaglia ideologica passi inosservata mentre penetra nelle menti dei nostri». E conclude con l'avvertimento castrista: «Bisogna prestare molta attenzione per non fare il gioco dell'ideologia nemica».

Non è la prima volta che l'accademica si rivolge al «cavallo» per affrontare la crisi. Nel novembre 2025 ha pubblicato su Cubadebate «È valsa la pena nascere e vivere nel secolo di Fidel», esortando a cercare nell'eredità del dittatore le risposte ai problemi attuali. Gli utenti hanno risposto con una loro sintesi: «Il cavallo ha lasciato un debito che non salta nemmeno una capra».

Il suo nome —combinazione di Karl Marx e Vladimir Lenin— è stato scelto dai suoi genitori mentre studiavano filosofia all'Università dell'Avana, dove lei stessa è arrivata a diventare professoressa di marxismo. È sposata con Fidel Castro Smirnov, nipote del dittatore, il che la colloca nel cuore dell'élite politico-ideologica cubana.

Il contesto in cui appare questa nuova lode risulta, quanto meno, interessante. Questa settimana, i blackout a Cuba continuavano a peggiorare con un deficit di generazione elettrica vicino a 1.900 MW, con interruzioni di fino a 24 ore al giorno nelle province orientali come Granma, Holguín e Santiago di Cuba.

La situazione alimentare non è meno grave: il 33,9% delle famiglie cubane ha segnalato di soffrire la fame nel 2025, un aumento di 9,3 punti percentuali rispetto al 2024, mentre il 96,91% della popolazione non aveva accesso adeguato al cibo nell'aprile del 2026. L'80% dei cubani ritiene che la crisi attuale sia peggiore del Periodo Speciale degli anni '90.

In quel contesto, invocare Castro come bussola ideologica e mettere in guardia contro la «ideologia nemica» è esattamente il tipo di esercizio che lo stesso Comandante descriveva come «la battaglia delle idee»: lunga, ripetitiva e completamente scollegata dalla realtà vissuta dai cubani. Che sia difficile essere brevi in quella battaglia, almeno su questo, Castro aveva ragione.

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Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

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