Marrero attacca la burocrazia a Cuba e celebra l'imminente riduzione dei ministeri

Il Consiglio dei Ministri ha approvato la riduzione da 27 a 21 degli organismi dello Stato. Marrero ha ammesso che Cuba non può sostenere così tanta burocrazia. La legge sarà presentata all'Assemblea a luglio.



Manuel Marrero e Miguel Díaz-CanelFoto © Estudios Revolución

Il Consiglio dei Ministri di Cuba ha approvato questo sabato di esercitare iniziativa legislativa su un progetto di legge per l'Organizzazione dell'Amministrazione Centrale dello Stato che ridurrà da 27 a 21 gli organismi che compongono questa struttura, come riportato dall'organo ufficiale del Partito Comunista, Granma, nella sua edizione di oggi.

La sessione è stata presieduta da Miguel Díaz-Canel e guidata dal Primo Ministro Manuel Marrero Cruz, il quale ha colto l'occasione per riconoscere apertamente ciò che cittadini ed economisti denunciano da anni: che l'apparato statale cubano è troppo grande, inefficiente e burocratico.

Marrero ammette decenni di ipertrofia burocratica

Il primo ministro ha giustificato la riforma con una dichiarazione che equivale a un riconoscimento ufficiale di un fallimento strutturale accumulato nel corso di decenni.

«Un paese piccolo, un paese con una situazione così complessa, non può avere una struttura così grande, tanta burocrazia, il che rende i processi inefficienti, quindi richiedono un design diverso», ha affermato Marrero Cruz durante la sessione, come riporta Canal Caribe nella sua trasmissione di questo sabato.

Il capo del governo ha anche riconosciuto i limiti dell'iniziativa: «Questo è un primo e buon avvicinamento, ma è qualcosa a cui non rinunceremo dopo aver implementato questo per continuare a studiarlo».

E ha aggiunto: «Questa è un'opportunità per riorganizzare, sfruttare meglio le risorse umane esistenti e questo è un elemento che abbiamo tenuto presente».

Matilla Correa: «Non è un mero movimento strutturale»

La proposta è stata presentata da Andry Matilla Correa, decano della Facoltà di Giurisprudenza dell'Università dell'Avana, il quale ha sottolineato l'ampiezza che il regime intende dare alla riforma.

«Non si tratta di un semplice movimento strutturale, ma della riprogettazione di ognuno degli Organismi dell'Amministrazione Centrale dello Stato», ha dichiarato Matilla Correa, secondo la trasmissione di Canal Caribe.

Il giurista ha precisato che la riforma implica rivedere funzioni, strutture e legami tra ministeri, entità subordinate e il sistema imprenditoriale statale: «È importante analizzare il rispetto e la struttura necessaria delle funzioni specifiche e generali ad esse assegnate. In secondo luogo, è fondamentale ridisegnare il dialogo tra la struttura amministrativa centrale e le strutture subordinate ad essa e il sistema imprenditoriale».

Matilla Correa ha riconosciuto anche la complessità del processo: «Ciò che non deve lasciare il minimo dubbio è che si tratta di un processo complesso, ma un processo necessario».

Un annuncio che Díaz-Canel aveva già anticipato ad aprile

La riforma non è arrivata senza preavviso. Il 18 aprile, Díaz-Canel aveva annunciato che ci sarebbero stati meno burocrazia e ministeri in un'intervista rilasciata a RT durante il V Colloquio Internazionale Patria di Comunicazione Digitale tenutosi all'Avana, promettendo cambiamenti entro metà del 2026.

Quello che allora era un annuncio generico ha ora preso la forma di un anteprogetto di legge: la riduzione da 27 a 21 organismi implica l'eliminazione o la fusione di sei entità dell'apparato centrale dello Stato, sebbene il regime non abbia specificato quali scompariranno né come verrà attuato il riordino.

Il contesto economico che spinge la riforma

La iniziativa rientra nel Programma Economico e Sociale del Governo 2026, che alla chiusura del primo trimestre riporta 81 obiettivi specifici approvati: 32 implementati e 49 in corso, su un totale di 158 azioni previste.

Il panorama economico è preoccupante. Il ministro dell'Economia e della Pianificazione, Joaquín Alonso Vázquez, ha informato che l'inflazione tendenziale a fine marzo si è attestata al 13,42%, con i prezzi agricoli del mercato non statale che sono aumentati del 31,9% solo a L'Avana.

Le difficoltà nel ottimizzare il settore statale cubano sono state evidenziate da analisti come una missione di enorme complessità, data la centralizzazione del modello.

Il regime ha anche fatto progressi nel flessibilizzare la gestione delle entità statali e nel promulgare nuove norme per associare le imprese, sebbene i risultati concreti di queste misure rimangano limitati.

L'anteprogetto di riorganizzazione statale arriverà all'Assemblea Nazionale del Potere Popolare nel luglio del 2026, insieme al nuovo Codice del Lavoro e alla Legge sulla Casa, sebbene Cuba abbia una storia di riforme strutturali frequentemente annunciate e lente nell'esecuzione, il che invita a riservare il giudizio sul loro reale impatto.

Archiviato in:

Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.