Il primo ministro Manuel Marrero Cruz ha inaugurato questo venerdì la 44ª Fiera Internazionale del Turismo FITCuba 2026 lanciando un appello ai turisti internazionali affinché visitino l'Isola, assicurando che «ogni volta che un turista viaggia a Cuba, sta aiutando il popolo cubano». La risposta non è tardata: il creatore di contenuti José Martínez ha pubblicato su Facebook un reel satirico che «sostiene» l'appello di Marrero con una guida turistica al contrario: benvenuti alle «miserie ovunque».
Il video di 57 secondi, etichettato con hashtag come #CubaEstadoFallido e #CrisisEnCuba, funziona come un annuncio pubblicitario da incubo. «Ecco la tua opportunità / di vedere qui quest'estate / come un pantano / diventa un paese senza libertà», esordisce Martinez con tono di narratore entusiasta. «Troverai la città / piena di discariche. / Prenota subito, sii il primo / a vivere i blackout, le truffe. I ladri / ti aspettano motivati».
Il sarcasmo non è gratuito: ha un sostegno documentale. L'Avana accumula montagne di spazzatura per le sue strade perché solo 44 dei 106 camion raccoglitori hanno carburante per operare. Un'agenzia straniera ha descritto i «profumi di decomposizione» nella capitale cubana a febbraio di quest'anno, e una giornalista straniera che è tornata sull'isola dopo tre anni di assenza l'ha riassunta in tre parole: «spazzatura, oscurità e rovine».
I blackout che Martinez menziona con tanto "slancio" pubblicitario raggiungono anche oltre 20 ore giornaliere, con un deficit elettrico che ha raggiunto i 1.905 MW durante il picco notturno del 12 marzo. Lo stesso presidente Miguel Díaz-Canel ha ammesso a febbraio che nel 2026 non è arrivato "un solo barile di petrolio straniero" a Cuba, aggravato dal collasso della fornitura venezuelana dopo la caduta di Maduro.
Il reel continua con un'altra gemma del catalogo turistico: «Potrai vedere la benzina / più cara del mondo! / Vedrai che in pochi secondi / amerai di più il tuo paese!». Non si tratta di un'esagerazione poetica: il litro di benzina sul mercato nero cubano arriva fino a 5.000 pesos, una cifra che contrasta con lo stipendio mensile dell'Isola, che non supera i 7.000 pesos. «Diventa un apprendista / e lascia a questo potere i tuoi risparmi!», conclude Martínez, in quello che potrebbe essere lo slogan più onesto che il turismo cubano abbia avuto in decenni.
Il creatore, anche psicologo e imprenditore cubano, non dimentica le truffe che imperversano nel paese, come quella denunciata recentemente dal Consolato di Spagna a L'Avana, con email false che simulano appuntamenti consolari. La frode, a cominciare da quelle originate dallo stesso Stato, sembra essere così abbondante da meritare già una menzione nella guida turistica ironica.
Il finale del reel riserva i migliori «attraenti»: «Non perdere un presidente / che lo mandano! / Un popolo che dell'invenzione / sopravvive e va in rovina!». E come omaggio di benvenuto: «Riceverai gratis la nostra collezione! / Manuale per una nazione! / Ciò che non si deve fare!». Difficile trovare una sintesi migliore di 67 anni di dittatura in meno di un minuto.
Nel frattempo, Marrero ha inaugurato FITCuba 2026 in formato virtual —la fiera ha dovuto abbandonare la modalità in presenza— e ha promesso con ottimismo che «Cuba sarà pronta e preparata per offrire un servizio di alta qualità». Ha anche annunciato l'eliminazione della tassa sanitaria negli aeroporti a partire dal primo maggio come incentivo per attrarre visitatori, e ha assicurato che «niente può offuscare il nostro sole né le nostre spiagge».
I numeri, tuttavia, raccontano un'altra storia sul crollo del turismo cubano: Cuba ha ricevuto appena 298.057 visitatori nel primo trimestre del 2026, un crollo del 48% rispetto allo stesso periodo del 2025. A marzo, sono arrivati solo 35.561 turisti, una diminuzione annua del 79%. Il turismo russo —un tempo alleato strategico— si è ridotto a 249 visitatori quel mese; quello canadese è sceso da quasi 99.000 a appena 511.
La satira di José Martínez si inserisce in una tendenza crescente tra i cubani dentro e fuori dell'isola che utilizzano l'ironia per denunciare la realtà che il discorso ufficiale maschera. In meno di un minuto, il creatore è riuscito a fare ciò che nessun rapporto statistico riesce a fare: trasformare il linguaggio stesso del turismo in uno specchio che riflette, senza filtri, il vero paese al quale Marrero invita il mondo.
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