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Il Consiglio dei Ministri di Cuba ha approvato questo mese di esercitare l'iniziativa legislativa su un disegno di legge per l'Organizzazione dell'Amministrazione Centrale dello Stato che riduce da 27 a 21 gli organismi che compongono questa struttura, secondo quanto riportato dall'organo ufficiale del Partito Comunista di Cuba, Granma, nella sua edizione di questo sabato.
La sessione ordinaria corrispondente al mese di aprile è stata presieduta da Miguel Díaz-Canel e diretta dal Primo Ministro Manuel Marrero Cruz.
La proposta è stata presentata da Andry Matilla Correa, decano della Facoltà di Giurisprudenza dell'Università dell'Avana, che ha sottolineato che si tratta di «non di un semplice movimento strutturale, ma della riprogettazione di ciascuno degli Organismi dell'Amministrazione Centrale dello Stato».
Il progetto di legge regolerà le basi generali di organizzazione, numero, denominazione, missione e funzioni dei ministeri e delle altre entità che costituiscono la struttura statale, e si prevede che venga presentato all'Assemblea Nazionale del Potere Popolare a luglio del 2026.
Marrero Cruz ha giustificato la misura con un argomento che riconosce implicitamente decenni di ipertrofia burocratica: «Un paese piccolo, un paese con una situazione così complessa, non può avere una struttura così grande, tanta burocrazia, il che rende i processi inefficaci, richiedendo quindi un design differente».
Questa riforma non è un fatto isolato. Díaz-Canel aveva annunciato ad aprile che ci sarebbero stati meno ministeri, eliminazione delle strutture intermedie, riduzione delle dimensioni delle grandi aziende statali e maggiore autonomia municipale, il tutto prima della metà del 2026.
Il processo si inserisce nel Programma Economico e Sociale del Governo 2026, che alla chiusura del primo trimestre riporta 81 obiettivi specifici approvati: 32 implementati e 49 in corso, su un totale di 158 azioni previste.
Complementariamente, il Decreto 127 «Delle Istituzioni Bilanciate» è entrato in vigore l'8 maggio 2026 e stabilisce il quadro normativo per il ridimensionamento del settore bilanciato, che concentra oltre il 50% della forza lavoro attiva del paese e comprende circa 2.443 unità a livello nazionale.
Nella stessa sessione del Consiglio dei Ministri, il vicepremier e ministro del Commercio Estero e degli Investimenti Estranieri, Oscar Pérez-Oliva Fraga, ha avvertito che «i metodi tradizionali non ci stanno dando risultati; pertanto, bisogna agire con maggiore iniziativa, con proposte diverse, cercando meccanismi che si adattino alle condizioni attuali».
Il Consiglio dei Ministri ha inoltre approvato di esercitare iniziativa legislativa sul Codice del Lavoro e sulla Legge sulla Casa, entrambi previsti per la presentazione all'Assemblea Nazionale a luglio 2026.
Nel piano economico, il ministro dell'Economia e della Pianificazione, Joaquín Alonso Vázquez, ha informato che l'inflazione tendenziale al termine di marzo 2026 si è attestata al 13,42%, leggermente superiore a febbraio, con pressioni concentrate sui prezzi agroalimentari del mercato non statale, aumentati del 31,9% a L'Avana.
L'anteprogetto di legge che fonde ed elimina sei organismi dell'apparato centrale dello Stato arriverà all'Assemblea Nazionale a luglio, sebbene la recente storia delle riforme strutturali a Cuba —annunciate spesso e realizzate con lentezza— faccia propendere a riservare il giudizio sul loro reale impatto.
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