
Video correlati:
La miniera canadese Sherritt International Corporation ha attivato lunedì un allerta aziendale dopo la firma di un nuovo Ordine Esecutivo da parte del presidente Donald Trump il 1° maggio, che amplia significativamente le sanzioni degli Stati Uniti contro Cuba e include in modo esplicito il settore dei metalli e delle miniere in cui opera l'azienda.
In un comunicato emesso questo lunedì, Sherritt ha indicato che «sta consultando con i suoi consulenti e le parti interessate per valutare le possibili implicazioni dell'Ordine Esecutivo e sta considerando i passi da seguire in relazione agli interessi della Corporazione a Cuba».
L'ordinanza, firmata giovedì scorso e invocando la Legge sui Poteri Economici in Situazioni di Emergenza Internazionale, autorizza sanzioni su ampi settori dell'economia cubana: energia, difesa, metalli e mineraria, servizi finanziari e sicurezza.
Lo che preocupa di più Sherritt è la minaccia di sanzioni secondarie contro istituzioni finanziarie straniere che effettuano transazioni con entità cubane bloccate, il che potrebbe influenzare direttamente il modello di business dell'azienda.
Sherritt opera a Cuba attraverso due principali attività: la joint venture Moa Nickel S.A. a Holguín, dedicata all'estrazione di nichel e cobalto, e la divisione Energia tramite Energas S.A., che è il maggior produttore indipendente di elettricità sull'isola, con una capacità di 506 megawatt che rappresenta tra il 10% e il 15% della generazione elettrica cubana.
La situazione dell'azienda era già critica prima del nuovo ordine. Il 17 febbraio scorso, Sherritt ha sospeso le sue operazioni minerarie a Moa per mancanza di carburante, mettendo l'impianto in modalità di attesa per manutenzione.
La produzione del 2025 era già scesa a 25.240 tonnellate di nichel e 2.729 di cobalto, rispetto alle 30.331 e 3.206 tonnellate rispettivamente registrate nel 2024, colpita dalla crisi energetica, dai ritardi nelle forniture e dall'uragano Melissa dell'ottobre 2025.
A questo si aggiunge che lo Stato cubano accumula un debito di almeno 344 milioni di dollari con Sherritt, secondo i dati appena forniti all'inizio di quest'anno, una cifra che riflette il cronico modello di inadempienza del regime nei confronti dei suoi partner stranieri.
Per far fronte alle proprie necessità finanziarie, l'azienda ha chiuso ad aprile un collocamento privato di fino a 50 milioni di dollari e ha ottenuto un'ordinanza del tribunale per estendere le scadenze del debito.
La nuova ordinanza del 1° maggio rappresenta un'escalation senza precedenti nella strategia di massima pressione di Trump contro la dittatura cubana, che da gennaio 2026 ha accumulato più di 240 sanzioni contro il regime e ha ridotto le importazioni energetiche di Cuba dell'80% al 90%, aggravando i blackout che già colpiscono oltre il 55% del territorio nazionale.
Il passato di Sherritt con le sanzioni statunitensi è lungo: è stata la prima azienda colpita dalla legge Helms-Burton nel 1996, quando i suoi dirigenti ricevettero lettere di esclusione dall'ingresso negli Stati Uniti per aver operato su proprietà espropriate da Cuba, un divieto che permane tutt'oggi.
L'azienda, le cui azioni sono quotate alla Borsa di Toronto con il simbolo «S», pubblicherà i risultati del primo trimestre del 2026 il prossimo 12 maggio, una presentazione che avverrà in un contesto di incertezza sul futuro delle sue operazioni sull'isola.
Archiviato in: