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La recente inclusione di Ceuta e Melilla in un documento di un comitato della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti ha riaperto un dibattito geopolitico particolarmente delicato per la Spagna e, per estensione, per l'Europa.
Anche se non si tratta di una decisione vincolante né di una posizione ufficiale dell'amministrazione statunitense, il fatto che un testo legislativo metta in discussione la "spagnolità" di entrambe le città e suggerisca la mediazione di Washington nel contenzioso con il Marocco introduce un elemento nuovo nel contesto internazionale: la possibile strumentalizzazione di un conflitto storico nel quadro di tensioni più ampie tra gli Stati Uniti e il Governo di Pedro Sánchez.
La menzione, riportata in un rapporto del Comitato per le Assegnazioni, sottolinea che Ceuta e Melilla, “amministrate dalla Spagna”, si trovano in territorio marocchino e fanno parte di una storica rivendicazione di Rabat.
Il documento, inoltre, sostiene gli sforzi del segretario di Stato, Marco Rubio, per promuovere un dialogo diplomatico tra il Marocco e la Spagna sul futuro stato di entrambe le città.
Questo posizionamento, sebbene sfumato in termini formali, rompe con la tradizionale cautela di Washington su una questione che la Spagna considera chiusa e non soggetta a negoziazione.
Un dibattito che trascende il bilaterale
Ceuta e Melilla fanno parte del territorio spagnolo da secoli e sono pienamente integrate nell'ordinamento costituzionale del paese.
Per Madrid, qualsiasi contestazione esterna della sua sovranità costituisce un'interferenza inaccettabile. Tuttavia, l'emergere del tema in un documento del Congresso statunitense suggerisce che il dibattito abbia cominciato ad acquisire una dimensione internazionale più ampia.
I media internazionali hanno interpretato questa inclusione come un segnale che gli Stati Uniti potrebbero essere disposti a utilizzare questioni territoriali sensibili come strumenti di pressione diplomatica.
Il riferimento all’“alleanza storica” tra Stati Uniti e Marocco —formalizzata nel 1786— rafforza l'idea che Washington potrebbe essere in procinto di ricalibrare le sue priorità strategiche nel nord Africa, una regione fondamentale per la sua vicinanza all’Europa, il suo ruolo nelle rotte migratorie e la sua importanza in materia di sicurezza.
Questo movimento ricorda precedenti recenti, come il riconoscimento della sovranità marocchina sul Sahara Occidentale durante la prima amministrazione Trump, una decisione che ha alterato l'equilibrio diplomatico nella regione e ha generato tensioni con i partner europei.
In questo contesto, l'inclusione di Ceuta e Melilla nel rapporto potrebbe essere interpretata come un'estensione di questa logica geopolitica.
La variabile Trump: pressione politica e conflitti accumulati
Per comprendere l'ampiezza potenziale di questo gesto, è necessario collocarlo nel contesto più ampio delle relazioni tra Stati Uniti e Spagna sotto l'attuale amministrazione di Donald Trump.
Le tensioni tra Washington e il governo di Pedro Sánchez non sono nuove, ma si sono intensificate negli ultimi mesi a causa di vari disaccordi strategici.
Uno dei momenti più significativi è stata la negativa della Spagna ad autorizzare l'uso delle basi militari di Rota e Morón per l'operazione “Furia Épica” contro l'Iran.
Questa decisione è stata percepita a Washington come una mancanza di cooperazione in un momento chiave. La risposta di Trump ha incluso minacce di interrompere il commercio bilaterale e critiche dirette alla leadership spagnola.
La crisi si è aggravata quando la Spagna ha chiuso il suo spazio aereo a operazioni legate al conflitto iraniano. A questo si aggiungono discrepanze in materia di spesa per la difesa e il posizionamento politico del Governo spagnolo in forum internazionali, dove ha promosso iniziative critiche nei confronti della politica estera statunitense.
In questo contesto, l'emergere del tema di Ceuta e Melilla in un documento del Congresso può essere interpretato come un segnale politico diretto a Madrid, più che come una semplice osservazione tecnica.
Una strategia di pressione più ampia
L'ipotesi di una pressione più ampia si rafforza osservando altre recenti decisioni dell'amministrazione Trump, specialmente in relazione a Cuba.
L'ordinanza esecutiva firmata il 1° maggio 2026 non solo inasprisce le sanzioni contro il regime cubano, ma espande anche il suo raggio d'azione ad attori internazionali con legami economici con l'isola.
La Spagna appare come uno dei paesi più esposti a causa di la presenza di aziende come Meliá Hotels International nel settore turistico cubano. La possibilità di sanzioni secondarie introduce un nuovo fronte di pressione sul governo di Sánchez.
Questa strategia fa parte della politica di "massima pressione" contro il regime cubano, che ha incluso oltre 240 sanzioni e misure che hanno aggravato la crisi energetica ed economica sull'isola.
Spagna tra due fronti: Marocco e Cuba
La Spagna si trova così in una posizione delicata. Da un lato, affronta un interrogativo indiretto sulla sua integrità territoriale nel nord Africa. Dall'altro, deve interrogarsi su uno scenario di sanzioni statunitensi sui suoi interessi economici a Cuba e sul possibile impatto.
Questa doppia pressione potrebbe costringere Madrid a ricalibrare la sua politica estera. Tuttavia, un cambiamento nella sua posizione nei confronti di Cuba comporterebbe costi politici e diplomatici, specialmente all'interno dell'Unione Europea.
La situazione riflette altresì un aumento di tensioni tra Stati Uniti ed Europa. L'inclusione di Ceuta e Melilla in un rapporto del Congresso e la pressione sulle aziende europee suggeriscono che Washington è disposta a utilizzare il suo potere economico e politico per influenzare i suoi alleati.
L'Unione Europea ha mostrato in alcune occasioni una risposta limitata, il che potrebbe incentivare gli Stati Uniti a intensificare questa strategia.
Un palcoscenico aperto
Per ora, il riferimento a Ceuta e Melilla non implica un cambiamento immediato nella politica ufficiale statunitense, ma il suo valore simbolico è significativo. In un contesto di tensioni accumulate, questi gesti possono deteriorare ulteriormente la relazione bilaterale.
Il prossimo G7 si profila come un palcoscenico chiave per misurare queste tensioni. Nel frattempo, la pressione su Cuba continuerà a essere un asse centrale della politica estera statunitense, con effetti che raggiungono attori come la Spagna.
Ciò che è in gioco non è solo la situazione di due città autonome o gli investimenti a Cuba, ma il ruolo della Spagna in uno scenario internazionale sempre più complesso e teso.
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