Yunior García su Amelia Calzadilla: «Ha raggiunto qualcosa di difficile: connettersi con i cubani reali»



Yunior García Aguilera e Amelia CalzadillaFoto © FB/Yunior García Aguilera e Amelia Calzadilla

Video correlati:

Il drammaturgo e attivista cubano Yunior García Aguilera ha pubblicato questo sabato su 14ymedio una colonna di opinione a difesa di Amelia Calzadilla e del Partito Liberale Ortodosso Cubano (PLOC) che lei ha fondato la settimana scorsa, nella quale sostiene che l'attivista «è riuscita a ottenere qualcosa di difficile: connettersi con i cubani reali, con persone comuni, stanche di blackout, carenze, abusi, bugie e paura».

Il testo, intitolato «Elogio del atrevimiento», apparso nel suo spazio «Cuba y la noche», arriva dopo che Calzadilla ha annunciato il 26 aprile la fondazione del PLOC da Madrid, un partito di centro-destra liberale ispirato all'ideario martiano e al libero mercato, con lo slogan «Un nuovo cammino per Cuba. Con principi. Con libertà. Insieme a te».

García apre la sua colonna con un avvertimento diretto: «Uno degli sport più praticati tra i cubani è il linciaggio pubblico. Non parlo di una critica onesta, necessaria, persino severa. Parlo di quella macchina emozionale che si attiva contro chiunque osi farsi avanti».

Il drammaturgo, esiliato in Spagna da novembre 2021 dopo la frustrata Marcia Civica per il Cambiamento del 15N, sostiene che non tutta l'ostilità contro i nuovi leadership provenga dal regime: parte nasce «da noi stessi, dalle nostre ferite, dalla nostra frustrazione, da quel danno antropologico che ci ha lasciato decenni di vita sotto un sistema che premia l'obbedienza e punisce l'iniziativa».

«Risulta ingiusto chiedere a ciascun nuovo oppositore la perfezione che la stessa macchina dittatoriale ci ha impedito di sviluppare», scrive García, e aggiunge: «Vogliamo che una persona si faccia carico delle mancanze di un'intera nazione». Per il drammaturgo, «i leader perfetti esistono solo a posteriori. Sono costruzioni sospette del tempo».

L'annuncio del PLOC ha generato una reazione polarizzata. Calzadilla ha ricevuto un'onda di sostegno massiccio da cubani dentro e fuori dall'isola, con richieste di adesione e proposte affinché si candidi alle elezioni presidenziali. Al contrario, il programma ufficiale Con Filo ha lanciato delle derisioni contro il nuovo partito il 29 aprile, a cui Calzadilla ha risposto su Facebook interpretandole come segnale dell'impatto del PLOC.

Il 30 aprile, di fronte a una campagna di discreditamento che lei attribuisce al regime, Calzadilla ha pubblicato un video in cui ha avvertito gli agenti della Sicurezza dello Stato: «Ti ricordo anche a te, sicurezza e DTI, che hai bambini, che hai genitori e che il governo si è disinteressato». La risposta di Calzadilla a quella campagna ha sottolineato la pressione che affronta dal suo esilio madrileno.

Calzadilla non era un'oppositrice di origine. È diventata nota nel giugno del 2022 quando ha registrato un video virale denunciando la scarsità di gas nel suo quartiere habanero del municipio Cerro, dove 11.000 persone e 58 famiglie vivevano da anni senza forniture. In quel video ha interpellato direttamente i dirigenti del regime: «Fino a quando il popolo continuerà a pagare i vostri comfort?». Dopo aver subito molestie e repressione, è stata costretta all'esilio a Madrid nel 2025.

García dedica un passaggio speciale all'impegno politico in esilio: «La volontà, in esilio, non è poca cosa. L'esilio consuma. Disordina la vita. Costringe a ricominciare». E conclude che «una giovane donna, madre, esiliata, che decide di non limitarsi a denunciare, ma di cercare di costruire una piattaforma politica, merita almeno il nostro rispetto».

La creazione del PLOC ha anche un peso simbolico considerevole: l'articolo 5 della Costituzione cubana del 2019 consacra il Partito Comunista come l'unica forza politica dirigente, il che rende l'annuncio di Calzadilla una sfida diretta al monopolio del regime. García conclude la sua colonna con una riflessione che interpella tutti coloro che desiderano un cambiamento nell'Isola: «Forse l'uscita non dipende dal trovare il leader perfetto, ma dal permettere che molti leadership imperfette nascano, competano, collaborino, falliscano, imparino e riprovino».

Due giorni prima, lo stesso mezzo aveva pubblicato un articolo firmato da Jorge Luis León, che sin dal titolo metteva in discussione la proposta della oppositrice cubana: «Amelia Calzadilla: Tra l'improvvisazione, l'arroganza e l'assurdità politica». Con questa nuova colonna di Yunior García Aguilera, si offre ai lettori l'altra faccia di un dibattito che inevitabilmente si svolgerà attorno a quante iniziative emergeranno per la costruzione di una Cuba postdittatura. 

Archiviato in:

Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.