
Video correlati:
La attivista cubana Amelia Calzadilla ha annunciato domenica scorsa la fondazione del Partito Liberale Ortodosso Cubano e la risposta sui social media non si è fatta attendere: decine di cubani dentro e fuori dall'isola hanno espresso il loro sostegno, hanno richiesto l'iscrizione e l'hanno indicata come possibile candidata alla presidenza di Cuba.
L'annuncio, che ha generato un'onda di commenti sul suo profilo di Facebook, ha trasformato la pubblicazione in un punto di incontro per i cubani che vedono nel progetto un'opportunità reale di organizzazione politica in vista di una possibile transizione democratica.
Il partito si definisce come di centro-destra liberale, ispirato all'ideale umanista di José Martí e a politiche di libero mercato, con tre pilastri fondamentali: giustizia, dignità e prosperità.
Il suo slogan, «Un nuovo cammino per Cuba. Con principi. Con libertà. Insieme a te», riassume la proposta con cui Calzadilla si presenta come «candidata alla libertà e al futuro di Cuba».
Figuras dell'attivismo cubano si sono unite pubblicamente al sostegno. L'attivista Saily González Velázquez ha scritto: «Finalmente appare un partito che mi rappresenta. Con Amelia Calzadilla, naturalmente».
Il giornalista e attivista Magdiel Jorge Castro ha celebrato l'iniziativa con un messaggio diretto: «È una grande notizia che oggi facciamo questo passo... basta con i pregiudizi propri di anni di incultura politica. Benvenuti i partiti, i movimenti e l'articolazione. Congratulazioni Amelia Calzadilla».
La attivista cubana Yamilka Lafita, conosciuta sui social come Lara Crofs, ha anche espresso il suo sostegno: «Certo che il mio voto sarebbe per Amelia Calzadilla, perché non è solo una persona che conosco molto bene, ma è anche una donna che rispetto, che mi rappresenta, che ammiro per la sua semplicità e eloquenza e che, sopra ogni cosa, ama Cuba Libera tanto quanto io».
Tra i commenti anonimi sul post di Calzadilla spiccavano frasi come «Volevano schiacciarti, ma ti hanno spinto a essere più forte», «Inizia il multipartitismo cubano» e «Finalmente, per la prima volta voterò. Vado per te».
L'attivista, residente a Madrid, ha spiegato che la fondazione del partito è stata scatenata, paradossalmente, da una nuova campagna di discredito contro di lei: «La goffaggine dell'ignorante non gli permette di vedere oltre le proprie narici, e come nel 2022 anche stavolta scatenano una campagna per vestirmi con un abito che non avevo mai pensato di indossare. E ancora una volta li ringrazio».
Nel suo testo di presentazione del partito, Calzadilla ha riconosciuto che il regime l'ha spinta all'opposizione: «Nel 2022 non ero un'oppositrice, neppure un'attivista… ero una madre cubana insoddisfatta nel vedere soffrire le persone che amavo a causa di un sistema incapace e corrotto».
Amelia Calzadilla ha vissuto 32 anni a Cuba prima di uscire in esilio nel novembre 2023 insieme a suo marito e ai tre figli, dopo anni di assedio da parte della Sicurezza dello Stato. Nel giugno 2023, suo marito è stato detenuto all'Avana come parte delle pressioni del regime contro di lei.
Da Madrid, il suo attivismo non si è mai fermato. Ad aprile ha visitato il Parlamento Europeo insieme a Carolina Barrero, riuscendo a far sì che l'UE iniziasse un processo formale di revisione dell'Accordo di Dialogo Politico e Cooperazione con Cuba.
Por le stesse date ha partecipato a un incontro con María Corina Machado insieme ad altri attivisti cubani, e a fine aprile ha proposto un'«operazione chirurgica» per Cuba simile alla cattura di Nicolás Maduro in Venezuela.
Annunciando il partito, Calzadilla ha lanciato un invito aperto: «Invito tutti coloro che possono identificarsi con questi principi a integrarlo; ogni voce sarà ascoltata, rispettata e valorizzata».
Archiviato in: