Amelia Calzadilla risponde a una campagna di discredito e condivide un video per «i dismemoriati»



Amelia Calzadilla (Immagine di riferimento)Foto © CiberCuba

Amelia Calzadilla ha pubblicato un video su Facebook con il quale ha risposto a una nuova campagna di discredito nei suoi confronti, raccogliendo frammenti delle sue dichiarazioni quando viveva ancora a Cuba per ricordare ciò che «i dismemori convenientemente scelgono di dimenticare».

Nel testo che accompagna il video, l'attivista cubana esiliata a Madrid denuncia che alcune delle sue parole pronunciate dall'interno dell'isola sono diventate di tendenza sui social, e sottolinea la paradossalità del fatto che coloro che la accusano di «servire alla dittatura» si alleino con i rappresentanti del castrismo in questa campagna. «È sempre simpatica vedere come coloro che mi accusano di servire alla dittatura possano allinearsi con i rappresentanti del castrismo in questa nuova campagna di discredito», ha scritto.

Il materiale raccoglie frammenti in cui Calzadilla interpella direttamente i ministri del regime: «Fino a quando il popolo continuerà a pagare le vostre comodità? Significa funzionario pubblico che serve gli altri, non noi a voi».

In un altro frammento, denunciò che 11.000 persone soffrivano dello stesso problema di accesso al gas liquefatto che lei, e che la situazione è degenerata fino a diventare una notizia virale sui social media.

Calzadilla ha anche richiesto nel video la pluralità di idee nel Parlamento cubano ed ha esigito la liberazione dei prigionieri politici con una frase incisiva: «Non si sta mai bene in una prigione, signore. Mai. La maggiore punizione per un essere umano dopo la morte è la privazione della libertà».

Descrisse inoltre la paura generalizzata che viveva la popolazione a Cuba: «C'è paura dell'esclusione, c'è paura dell'abbandono, c'è paura di essere allontanati dai posti di lavoro, c'è paura dell'aggressione fisica, perché l'abbiamo vissuto l'11 luglio e dopo di ciò lo abbiamo vissuto anche».

Uno dei frammenti più profondi del video mostra Calzadilla che avverte direttamente gli agenti del regime: «Ti ricordo anche a te, sicurezza e DTI, che hai bambini, che hai genitori e che il governo si è disinteressato».

Questa nuova campagna di discredito si verifica giorni dopo che Calzadilla ha annunciato la fondazione del Partito Liberale Ortodosso Cubano (PLOC), con lo slogan «Giustizia, Dignità e Prosperità».

L'annuncio ha generato una onda di supporto tra i cubani dell'esilio e dell'isola, ma ha anche provocato le burle del programma ufficialista Con Filo, i cui presentatori hanno pubblicato un video sarcastico per annunciare «il proprio partito politico».

Calzadilla ha risposto a quella burla di Con Filo affermando che la «riempie di orgoglio» perché «riflette quanto dolore provoca sapere che come popolo siamo pronti ad accogliere a braccia aperte progetti per il paese».

Il modello si ripete: nel 2022, la stampa ufficiale ha lanciato una campagna coordinata contro Calzadilla dopo il suo video virale, qualificando il suo messaggio come «gestione dell'irritazione», e profili legati alla Sicurezza dello Stato hanno cercato di discreditarla con collage di presunti «lussi».

L'attivista stessa ha riconosciuto che questa dinamica si ripete: «L'ottusità dell'ignorante non gli consente di vedere oltre il proprio naso, e come nel 2022, di nuovo scatenano una campagna per rivestirmi di un abito che non avevo mai pensato di indossare. E ancora una volta li ringrazio».

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