Direttore di elToque sulla survey: «I partecipanti chiedono in modo schiacciante un cambiamento di sistema a Cuba»



José Jasán Nieves Cárdenas a un evento in MessicoFoto © Facebook/José Jasán Nieves Cárdenas

Video correlati:

CiberCuba è uno dei più di 20 media indipendenti cubani che hanno partecipato al sondaggio collettivo «Cuba: prospettive politiche e sociali».

In questo contesto, José Jasán Nieves, direttore di elTOQUE, ha concesso un'intervista alla giornalista Katia Monteagudo per El Estornudo, in cui ha sottolineato il dato più significativo del sondaggio: «Gli intervistati, in modo schiacciante, chiedono un cambiamento di sistema a Cuba».

L'iniziativa è stata lanciata il 23 aprile e rimarrà aperta fino al 1 maggio su encuestascuba.net, con 32 domande suddivise in sette sezioni riguardanti politica, economia, esilio e possibili scenari di transizione.

Nieves ha definito il livello di partecipazione come «un grande gesto civico» e «un atto di liberazione» di fronte alla pressione del regime per simulare un supporto popolare.

I risultati preliminari mostrano un rifiuto netto del sistema: il 94% degli intervistati si è dichiarato molto insoddisfatto dell'attuale sistema politico, il 75,1% sostiene una transizione verso una democrazia liberale con economia di mercato e il 99% ritiene che il Partito Comunista unico debba essere abolito.

Miguel Díaz-Canel ottiene una valutazione media di 1,11 su cinque, con il 93,7% dei partecipanti che gli attribuisce il punteggio minimo al leader cubano.

In sole 48 ore, il sondaggio ha raccolto quasi 22.000 risposte: 12.711 dall'interno di Cuba e 9.191 dall'estero, cifre ottenute nonostante il regime avesse bloccato l'URL del questionario fin dal giorno del lancio.

Il regime cubano ha bloccato l'accesso al sondaggio indipendente costringendo i partecipanti all'interno dell'isola a utilizzare VPN per poter rispondere.

Nieves ha spiegato che, una volta depurata la base di dati, potranno identificare quante risposte registrate come esterne provenivano in realtà da dentro Cuba: «Quando faremo la depurazione della base di dati, potremo vedere quante persone che risultano al di fuori di Cuba si trovavano in realtà all'interno e sommare i loro dati».

Il direttore di elToque riconosce apertamente i pregiudizi metodologici dell'indagine: c'è una sovrarappresentazione urbana dell'Avana, di universitari e laureati, e possono partecipare solo coloro che hanno accesso a Internet.

Tuttavia, insiste sul fatto che il volume raggiunto dimostra qualcosa di più grande: «Se, nonostante tutte le difficoltà, questo sondaggio ha ottenuto un tale volume di risposte, ciò indica che all'interno di Cuba questi consensi che si riflettono qui sono molto maggiori di quanto sembrino, soprattutto per la propaganda [ufficiale], ma anche per alcuni che si pongono come equidistanti e non vogliono riconoscere ciò che c'è».

Nieves inquadra l'indagine nel contesto politico attuale: «Tutto ciò che è successo dall'inizio dell'anno, e in particolare la crescente pressione dell'amministrazione Trump su Cuba, ha aperto lo scenario politico cubano e la gente ha ricominciato a porsi, per la prima volta dopo molto tempo, la possibilità di un cambiamento reale».

Il apparato ideologico del regime ha reagito immediatamente: il sito Razones de Cuba, collegato alla Sicurezza dello Stato, ha classificato il sondaggio come un «frode statistica» e un «montaggio propagandistico» anche prima della pubblicazione dei primi risultati.

La giornalista Mónica Baró ha difeso l'iniziativa affermando che «questo sondaggio è stato bloccato a Cuba perché al regime non interessa sapere cosa pensa la popolazione», mentre solo il 5,3% degli intervistati indica l'embargo come problema principale del paese, rispetto all'82,5% che segnala la mancanza di libertà civili e politiche.

L'inchiesta si chiude la notte del 1 maggio, dopodiché gli organizzatori procederanno alla depurazione finale del database per offrire risultati definitivi di quello che Nieves definisce non come un esercizio statistico tradizionale, ma come «un esercizio civico per raccogliere opinioni nel modo più strutturato possibile di cubani in Cuba e fuori da Cuba, e confrontarle tra loro».

Archiviato in:

Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.