"Il giovane biondo" che "ritornava a Santa Clara": La commovente celebrazione del dirigente della CTC a Díaz-Canel



Osnay Miguel Colina y Miguel Díaz-CanelFoto © parlamentocubano.gob.cu e FB/Presidencia Cuba

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Un giorno non molto lontano sarà necessario erigere un monumento alla ridicolaggine, all'adulazione e al lirismo contadino con cui i dirigenti cubani si scambiano sistematicamente elogi reciproci.

In questa occasione, Osnay Miguel Colina, presidente della commissione organizzativa del XXII Congresso della Centrale dei Lavoratori di Cuba (CTC), ha pubblicato un'infuocata oda a Miguel Díaz-Canel in cui lo ritrae poco meno che come un eroe: "il giovane biondo [che] ripercorreva Santa Clara in bicicletta a qualsiasi ora, con l'oscurità del blackout o l'oscurità delle madrugate" durante gli anni '90; colui che tagliava canna, raccoglieva caffè sulle montagne e sfidava gli uragani.

Quelli che dicono che Canel "è uscito dal nulla", che non ha "materiale politico" si sbagliano, ha affermato Colina. Questi dimenticano che durante il Periodo Speciale gli è toccato "mettere il petto ai proiettili" [...] "e che si è alzato per continuare a creare e fondare, spingendo un paese". A proposito, tra i sforzi per il paese che ha fatto lo scrittore e omonimo di entrambi, Miguel Barnet, e quelli del "giovane biondo", si spiega perché sembra che l'Isola stia cadendo giù da un dirupo.    

Il post, accompagnato da fotografie di diverse fasi della carriera politica di Canel, non lesina segni di ammirazione: "Quante volte è salito sull'Escambray in mezzo alle inondazioni di un qualsiasi ciclone, quante panetterie, fabbriche, scuole ha visitato con l'unico protocollo dell'uomo che cercava di conoscere le necessità di ogni angolo!"

A seguire, narra il passaggio di Canel come primo segretario del PCC nella provincia di Holguín, dove, afferma, "si è guadagnato l'affetto di un popolo che non lo ha visto nascere, tuttavia, lo ha accolto con il rispetto e la gratitudine che lo hanno anche trasformato in figlio della terra natale di Fidel e di Raúl".

E, come non poteva essere altrimenti, il poema epico di lode "caneliana" sfocia nella circostanza attuale, in cui descrive l'eroe omerico "nel ep centro di una guerra che tenta in tutti i modi di piegarlo o di ridicolizzarlo, ma dimenticano che, come ha confessato nel suo più recente scambio con il mezzo nordamericano NBC News: 'nel concetto dei rivoluzionari non c'è il arrenderci'".

I versi patriottici si concludono con gli hashtag "#IoSeguoIlMioPresidente" e "#LaPatriaSiDifende". Questo ultimo rappresenta lo slogan centrale con cui, poche ore prima della "dichiarazione d'amore" al leader, Colina aveva lanciato, a nome della CTC, la convocazione ufficiale per il 1° Maggio 2026, con un tono bellicoso che riflette la tensione tra La Casa Bianca e il Palazzo della Rivoluzione.

Al sembra, l’attuale dirigente della CTC ignora l’aggettivo con cui, da Pinar del Río a Guantánamo, molti cubani chiamano il "giovane biondo", designato nel 2018 come presidente da Raúl Castro. Non deve aver visto neanche sui social i sondaggi popolari spontanei che sono stati organizzati per invitarlo cordialmente a lasciare il suo incarico, in ottemperanza a quanto espresso nell’intervista con NBC News, che doveva essere il popolo a valutare la sua idoneità.

Ah, quadri delle tenerezze panfletarie, quale poesia affettuosa regalerà il popolo quando sarà lui a decidere di spingerli fuori dal paese. 

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