Giovane cubano: "Lasciate stare, che Fidel non è stata nessuna eminente."



Giovane cubano Arián González.Foto © Captura de Video/Facebook/Arian Gonzalez

Il giovane cubano Arián González ha scatenato un dibattito sui social media dopo aver pubblicato un video su Facebook in cui mette in discussione duramente la figura di Fidel Castro e il suo lascito politico.

“Lasciamo perdere il mito che Fidel fosse un'eminente figura. Eminenza di cosa?”, inizia a dire il giovane in un messaggio diretto e schietto, in cui critica le promesse mancate del leader cubano dopo il suo arrivo al potere nel 1959.

González ricorda che Castro promise elezioni libere e il ripristino della Costituzione del 1940, impegni che —come sottolinea— non si sono mai concretizzati. Nel suo intervento, accusa inoltre il defunto governante di concentrare il potere, eliminare l'opposizione e silenziare coloro che avevano opinioni diverse.

“Allora dimmi tu, quello è un leader o è qualcuno che vuole soltanto il potere?”, chiede il giovane, invitando a riflettere sul concetto di leadership.

Nel suo messaggio, contrappone quella immagine a quella di ciò che, a suo avviso, dovrebbe essere un vero presidente: qualcuno con valori, che rispetti il suo popolo, mantenga le sue promesse e non tema la pluralità di opinioni.

Per González, Fidel Castro “non è stata nessuna stella”, ma “un tipo che sapeva vendere migliaia di discorsi” per guadagnare la fiducia del popolo e poi agire in senso opposto. Le sue parole si concludono con una critica diretta a coloro che ancora difendono la figura dell'ex presidente, che definisce “egoisti”.

I argomenti di González sono storicamente verificabili. Castro promise nel 1959 di celebrare elezioni libere entro 18 mesi e di ripristinare la Costituzione del 1940, che egli stesso aveva evocato come bandiera programmatica nella sua difesa durante il processo per l’assalto al Moncada nel 1953. Nessuna delle due promesse è stata mantenuta.

Invece, nel febbraio del 1959 furono imposti statuti costituzionali che concentrarono il potere nel Consiglio dei Ministri. Nel 1961, Castro dichiarò il carattere socialista della Rivoluzione e sciolse i partiti oppositori. Nel 1976 fu promulgata una Costituzione comunista che seppellì definitivamente ogni vestigia dell'ordine democratico promesso.

Il video viene pubblicato nel contesto dell'anno del centenario di Castro, proclamato da Miguel Díaz-Canel nel dicembre del 2025 davanti all'Assemblea Nazionale. A tal fine, il regime ha organizzato concorsi poetici, pellegrinaggi, addestramenti militari per studenti e carovane giovanili in onore di questa data. Tuttavia, la risposta popolare sui social media è stata per lo più critica, con commenti come "1926-2026, 100 anni di schiavitù" o "Ciò di cui il popolo ha bisogno è cibo, salari dignitosi e medicine, non slogan".

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