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Il professore universitario e cittadino luso-cubano Rodolfo Bendoyro è intervenuto ieri in CNN Portugal per analizzare la controversa intervista concessa da Sandro Castro, nipote di Fidel Castro, a CNN International il 30 marzo, e ha concluso che le sue dichiarazioni evidenziano il fallimento del regime cubano in tre dimensioni simultanee: ideologica, morale e politica.
La catena portoghese ha titolato l'intervento di Bendoyro con una frase che riassume la sua tesi centrale: "Il comunismo è in crisi a Cuba da decenni ed è rilevante che il nipote di Fidel Castro lo dica".
Bendoyro, che appare con regolarità nei media portoghesi come commentatore della situazione a Cuba, ha strutturato la sua analisi a partire dalle stesse parole di Sandro Castro, trasformando quella intervista in prova di un collasso sistemico.
"Le sue dichiarazioni mostrano il fallimento del regime cubano in tre dimensioni: ideologica, morale e politica," ha scritto il professore sul suo profilo Facebook dopo l'intervento.
Nel piano ideologico, Bendoyro ha sottolineato che "anche il nipote di Fidel riconosce esplicitamente che i cubani non vogliono il comunismo", facendo riferimento all'affermazione di Sandro Castro secondo cui "la maggior parte dei cubani vuole il capitalismo, non il comunismo".
Nel piano morale, l'analisi punta direttamente al divario tra il discorso e la realtà. L'intervista di CNN è stata registrata nell'appartamento di Sandro nel quartiere habanero di Kohly —storicamente riservato a militari e agenti dei servizi segreti— durante un blackout, mentre il nipote del fondatore del regime usava un generatore personale, serviva birre fredde e indossava occhiali da sole di marca.
Quel contrasto risulta ancora più eloquente se si considera che Sandro Castro ha ammesso nella stessa intervista che il suo bar a Vedado gli è costato 50.000 dollari, in un paese dove lo stipendio medio si aggira attorno ai venti dollari mensili.
Bendoyro l'ha formulato con precisione: l'intervista "espone la vita di privilegio di un'élite legata al regime, mentre le persone che lavorano vivono nella miseria".
Nel piano politico, il professore ha sottolineato che lo stesso Sandro ha definito il presidente Miguel Díaz-Canel "incompetente."No sta facendo un buon lavoro", ha dichiarato il nipote di Fidel Castro, esprimendo simpatia per Donald Trump.
Per Bendoyro, il peso simbolico di tutto ciò è difficile da ignorare: "È profondamente rivelatore che anche un membro della famiglia Castro confermi, con le sue parole e azioni, il fallimento di un sistema che ha oppresso Cuba per decenni."
L'intervento di Bendoyro su CNN Portugal avviene in un momento di massima tensione sull'isola, caratterizzato da blackout di oltre venti ore al giorno in alcune province e da una crescente pressione da parte dell'amministrazione Trump.
Il professore era già apparso in precedenza sulla stessa emittente, giorni prima, per commentare l'annuncio del governo cubano del indulto di 2.010 prigionieri il 2 aprile, avvertendo che non c'erano indicazioni che tra i liberati ci fossero prigionieri politici, e condividendo un appello di Amnesty International Portogallo.
Organizzazioni come Prisoners Defenders stimavano 1.214 prigionieri politici a Cuba a febbraio del 2026, un numero che il regime non ha riconosciuto né affrontato in nessuno dei suoi recenti gesti.
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