Mientras La Habana accumulava fino a 24 ore consecutive senza elettricità e altre province hanno superato le 30 e 40 ore, la prima segretaria dell'Unione dei Giovani Comunisti (UJC), Meyvis Estévez Echevarría, ha pronunciato giovedì scorso un appassionato discorso nella Parata Giovanile Antiimperialista "Aquí, con Fidel" per chiamare la gioventù cubana a resistere, innovare e creare in mezzo all'avversità, con Fidel Castro come guida spirituale delle nuove generazioni.
L'evento, organizzato dalla UJC e dall'Organizzazione dei Pionieri José Martí (OPJM), è partito dal Malecón e G all'Avana con una carovana di biciclette, moto e tricicli elettrici, ed è stato guidato dal presidente Miguel Díaz-Canel.
Estévez non ha risparmiato in retorica: "In ogni mancanza abbiamo forgiato un muscolo di ribellione. In ogni limitazione abbiamo inventato una soluzione. E in questa trincea ci accompagna un eterno giovane ribelle, il nostro Fidel".
Tra le sue indicazioni durante l'intervento c'era che "ci consideriamo padroni di un paese che costruiamo e difendiamo ogni giorno", una frase che riassume, ma in senso opposto, uno dei drammi dell'Isola: una nazione che i suoi stessi giovani abbandonano a ritmi record.
Il contrasto tra il discorso e la realtà non potrebbe essere più brutale. Nel contesto dell'evento —il 1 e 2 aprile— L'Avana è stata senza servizio elettrico per 24 ore consecutive, con deficit tra 1,585 e 1,725 megawatt. Il Sistema Elettrico Nazionale era completamente collassato il 16 marzo per 29 ore e 29 minuti, e ha subito un altro blackout generale il 22 marzo. Il viceministro del settore ha ammesso quel mese che la generazione distribuita era ferma da tre mesi per mancanza di diesel e olio combustibile.
Mentre Estévez invocava l'"inventiva" dei giovani cubani, organismi indipendenti come The Economist Intelligence Unit prevedono una contrazione del PIL cubano del 7,2% nel 2026, il che comporterebbe una diminuzione complessiva superiore al 23% dal 2019.
La risposta reale della gioventù cubana a quella "avversità" non sembra essere quella descritta dalla segretaria della UJC: più di un milione di cubani hanno abbandonato l'isola dal 2021, la maggior parte giovani tra i venti e i quaranta anni. Un rapporto del 2023 ha inoltre rivelato che circa 800.000 giovani cubani non studiavano né lavoravano per quella data.
L'evento commemora il 65° anniversario dell'OPJM e il 64° della UJC, e si inserisce nella campagna "100 anni con Fidel", che prepara la celebrazione per il centenario della nascita di Fidel Castro, previsto per il 13 agosto 2026. L'evocazione del comandante come "eterno giovane ribelle" che accompagna le nuove generazioni è il filo conduttore di una narrativa ufficiale che necessita di ancorarsi nel passato "epico" ciò che non può offrire nel presente in rovina.
Il stile di Estévez non è nuovo. Il 30 marzo ha pubblicato su Facebook un testo con il linguaggio di "voce interrotta" e "anima sconvolta" per riferirsi a uno scambio con Díaz-Canel, e il 16 marzo ha elogiato un discorso presidenziale come esempio di "trasparenza" e "gloria collettiva". Giorni prima della parata, il 31 marzo, i bambini cubani hanno messo in scena "processi" contro gli Stati Uniti in eventi organizzati dal regime.
Per migliaia di giovani cubani, l'unica soluzione di fronte alle crescenti limitazioni del paese è stata fare le valigie.
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