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Un pompiere di Matanzas di 29 anni ha tatuato sul suo corpo i gradi militari di Fidel Castro con la sua firma, insieme all'immagine del Che Guevara, come parte di ciò che il mezzo ufficiale Periódico Girón presenta come simboli di lealtà ideologica al castrismo.
Il profilo elogiativo, pubblicato questo domenica dal quotidiano ufficiale Girón, ritrae Robert Yunior Vega Acosta, capo compagnia del Comando 1 di Matanzas e segretario dell'Unione dei Giovani Comunisti dei pompieri matanceri, come un modello di gioventù rivoluzionaria.
Secondo il reportage, Yunior giustifica il tatuaggio di Fidel Castro con una frase che attribuisce al dittatore defunto: "Solo in circostanze eccezionali si sa che quegli uomini esistono e si preparano in silenzio per i momenti critici".
L'articolo segnala che per il giovane pompiere, Fidel Castro è "come un padre" e che segue i suoi ideali.
Oltre ai tatuaggi ideologici, il corpo di Yunior porta incisi i nomi dei suoi genitori, una luna, una stella e la frase "Sono ciò che vivo" sul braccio destro; un angelo alato con elmetto da pompiere su una gamba; un cuoco che rappresenta suo fratello con la sua data di nascita; e tatuaggi dedicati a suo figlio di tre anni e alla sua bambina sulla spalla.
Il profilo del Periodico Girón si inquadra nella strategia del regime di promuovere figure giovani impegnate con la Rivoluzione in un contesto di grave crisi di militanza: la Unione dei Giovani Comunisti è passata da 609.000 membri nel 2007 a 415.000 nel 2024, una perdita del 32% attribuita principalmente all'esodo migratorio di massa, che ha portato persino a estendere l'età limite di ingresso all'organizzazione fino ai 29 anni.
Yunior acquisì notorietà pubblica in agosto 2022 durante le esequie dell'incendio della Base di Supertanqueros di Matanzas —considerato il peggiore sinistro di questo tipo nella storia di Cuba—, quando raccontò le ultime parole del pompiere Elier Manuel Correa Aguilar, di 24 anni, che gli chiese il telefono per salutare la sua famiglia prima di morire.
"Mi è toccata la disgrazia di tirarlo fuori dall'inferno e mandarlo in ospedale. Lui continuava a dirmi 'fratello, fammi avere il telefono per salutare la mia famiglia'."
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