Alimenti non ce ne sono, ma foto di lavoro nei campi non mancano: Díaz-Canel e la UJC in nuove pose



Miguel Díaz-Canel che posa durante un lavoro volontarioFoto © FB/Meyvis Estévez

Video correlati:

Le pose di "sacrificio" e "entusiasmo" giovanile non si fermano. Il presidente Miguel Díaz-Canel è stato questo domenica nella fattoria agropecuaria 16 di Aprile, nel comune di Bauta, provincia di Artemisa, per partecipare a una giornata di lavoro nei campi insieme ai membri dell'Unione dei Giovani Comunisti (UJC), in occasione del 64° anniversario di questa organizzazione.

La prima segretaria della UJC nazionale, Meyvis Estévez, ha pubblicato le immagini su Facebook con il testo: "Ci siamo svegliati questa domenica in campagna, in una giornata di lavoro volontario dedicata alla produzione di alimenti. Continuiamo in modalità 4 aprile", seguito dall'emoji di un cuore, che mostra con quanta tenerezza i dirigenti del paese affrontano la propaganda, mentre l'Isola sta collassando.

Le foto mostrano giovani e altri funzionari del partito come Roberto Morales Ojeda, con guatacas (zappe) sulla terra rossastra di Bauta, berrette rosse, pullover con slogan e una disposizione "combativo-agropecuaria" di primo livello. Lo spettacolo visivo è impeccabile, includendo anche immagini di una consegna di tesserini della UJC con le corrispondenti sorrisi militanti.

I cibi, al contrario, brillano per la loro assenza. Per questo motivo, subito i cibernauti si sono scatenati in critiche ironiche.

"Molta foto, molta consigna e molto 'lavoro volontario'… ma i risultati continuano a non arrivare. Più che produzione reale, sembra uno spettacolo per la telecamera e un teatro politico. Perché se ciò funzionasse, dopo tanti anni si vedrebbero già risultati… e la realtà è esattamente il contrario", ha commentato uno, mentre un altro ha riassunto con sarcasmo: "Teatro faccia di guanto".

Un altro utente ha commentato: "Non vi siete accorti che i comunisti sono sempre proiettati nel futuro, 'stiamo seminando', 'avremo', 'vengono approvate misure', mostrano una patata, [...] anche solo un boniato, qualcosa". Qualcuno è stato ancora più incisivo: "I bambini che muoiono e la cupola della dittatura più criminale che fa politica agricola".

La faena di posizionamento agricolo, ovvero di coltivazione debitamente fotografata, si è estesa, secondo quanto riferito da Meyvis Estévez, in tutto il paese, in una giornata che "è stata dedicata al lavoro volontario nella produzione di alimenti e nella costruzione di parchi solari fotovoltaici".

In una Cuba reale, nel frattempo, la gente continua a fare magia per poter mangiare, inventando piatti inesistenti come tamales di plátano verde, aspettando i donativi che arrivano caritativamente da qualche paese per poter pranzare e cenare; oppure trascorrendo diversi giorni senza assaporare cibo.

Il Governo aggiorna e riaggiorna i suoi piani, misure, progetti economici; ma non mostra nemmeno la minima efficienza nell'attivare i meccanismi di produzione che garantiscano la tanto decantata "sovranità alimentare". Certo, come opinano alcuni specialisti, sarebbe troppo aspettarsi che chi crea gli ostacoli e i problemi possa fornire qualche soluzione valida per uscirne.

La sessione fotografico-produttiva si è svolta un giorno dopo il 64° anniversario della UJC e il 65° dell'Organizzazione dei Pionieri José Martí, sotto lo slogan "Produrre è resistere, e creare è vincere". In questo contesto, Díaz-Canel ha offerto ai giovani e pionieri "la lotta", il sacrificio e lo studio permanente come ricette per raggiungere i loro sogni. 

"Jama, ciò che serve è jama", potrebbe essere la risposta, richiamando alla mente il celebre personaggio di Pánfilo.

Archiviato in:

Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.