"Ancora una volta e con quale luce?" Cubani di fronte alla ripetizione della novela brasiliana su Cubavisión



Cosa più linda, telenovela brasiliana in replicaFoto © Televisione cubana

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La televisione cubana ha annunciato giovedì scorso il ritorno della serie brasiliana "Cosa più linda" nella sua programmazione di Cubavisión, presentandola come una delle produzioni brasiliane più eleganti ed emotive degli ultimi anni, senza menzionare in che modo i telespettatori potessero organizzarsi per vederla.

Il portale web del mezzo televisivo ha celebrato l'uscita con entusiasmo, evidenziando che la produzione «torna ora nel palinsesto delle telenovelas, per quattro settimane, per riconnettersi con il pubblico attraverso una narrazione che non perde attualità». Ciò che l'annuncio ha elegantemente omesso è che la serie era già stata trasmessa nel 2020 sul canale HD, e gli stessi telespettatori ricordano di averla vista più di una volta da allora.

La reazione sui social media è stata immediata e devastante. I cubani hanno risposto all'annuncio con una miscela di sarcasmo, rassegnazione e indignazione che rappresenta meglio di qualsiasi statistica la vita quotidiana sotto i blackout.

«Vedo tutti i giorni una telenovela che si chiama 'Cosa più oscura'», ha scritto un utente nel commento condiviso da Cubadebate su Facebook. Un altro è stato più diretto: «Terza volta che la trasmettono. Fino a quando? Che barbarità». Una terza voce ha riassunto la paradossalità: «Quella storia a Cuba non si è potuta vivere, di black-out in black-out».

Captura di FB/Cubadebate

Un commento lungo e condiviso è stato quello di un'utente che ha descritto la sua situazione familiare con un misto di umorismo e disperazione, alludendo alla condizione di aborigeni a cui si è quasi tornati nel paese: «Davvero? E a chi è dedicato quel palinsesto di telenovela che da due anni non si può più godere? [...] Nella mia tribù, la mia famiglia ha cambiato nome a tutti i suoi membri. Siamo 5: Yara, Hatuey, Garina, Guamito e Cayusin. TV? Nella mia bajareque non c'è mai luce. Ah, sì, quella del Sole».

La ironia ha un fondo molto concreto. Lo stesso giovedì 2 aprile in cui Cubavisión ha lanciato la serie, il deficit di generazione elettrica a Cuba ha raggiunto 1.555 MW, con blackout di fino a 24 ore registrati in diverse province. Il giorno successivo, la previsione di carico per il picco notturno era di 1.585 MW, con una disponibilità di appena 1.445 MW rispetto a una domanda di 3.000 MW.

La crisi non è nuova né occasionale. Nel marzo del 2026, il Sistema Elettrico Nazionale è collassato due volte in meno di una settimana: il 16 marzo per 29 ore e 29 minuti, e il 22 marzo ci fu un altro black-out generale. Nello stesso mese, i black-out raggiunsero un picco di consumo di 2,040 MW. Nelle province, i tagli superano le venti ore giornaliere; nelle comunità isolate, arrivano a trenta e oltre.

In questo contesto, la domanda di un altro internauta risulta completamente ragionevole: «E chi può vederla??? Siamo sempre spenti. Non capisco per chi trasmettono. Dovrebbero pensarci meglio e risparmiare interrompendo le trasmissioni in orari nei quali si sa che quasi tutto il paese non può vederle».

Non è la prima volta che la televisione cubana cerca di adattarsi alla crisi energetica con soluzioni temporanee. Nell'ottobre del 2024, Cubavisión ha annunciato la ripetizione di episodi che i telespettatori non hanno potuto vedere a causa dei blackout. Nell'ottobre del 2023, ha cambiato l'orario delle telenovelas brasiliane per trasmetterle subito dopo il notiziario di punta, probabilmente per risparmiare elettricità. La ripetizione di contenuti già trasmessi — come avviene ora con «Cosa più bella» — è una pratica abituale attribuita sia alla mancanza di valuta per acquisire nuove produzioni sia all'impossibilità di produrre serie nazionali con le risorse disponibili.

Mentre Cubavisión invita il pubblico a «innamorarsi» con la storia di una donna che si reinventa aprendo un club di bossa nova nella Rio de Janeiro degli anni '50, milioni di cubani non hanno elettricità per accendere il televisore. L'unico romanzo che molti seguono quotidianamente, come ha sottolineato un utente di Internet, si chiama «Cosa più oscura» e non ha una data di conclusione.

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Redazione di CiberCuba

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