TV ufficiale giustifica il segreto del regime nel dialogo con gli Stati Uniti e critica Washington

Televisione Nazionale a CubaFoto © Cattura dello schermo

La televisione ufficiale cubana ha difeso la gestione "discreta" e senza dettagli pubblici del dialogo tra Cuba e Stati Uniti, in mezzo a crescenti interrogativi sulla mancanza di trasparenza in queste conversazioni.

In un recente analisi trasmesso in televisione nazionale, il presentatore ha sostenuto che la posizione dell'Avana risponde a una presunta “atteggiamento serio, responsabile e discreto”, necessario per progredire nelle trattative diplomatiche; in contrapposizione alle costanti dichiarazioni dei funzionari da Washington.

"La abissale differenza tra Cuba e Stati Uniti risiede, secondo il discorso ufficiale, nella forza morale del primo. Mentre negli Stati Uniti circolavano diverse versioni su conversazioni e accordi accompagnati da minacce, la parte cubana manteneva un atteggiamento serio, responsabile e discreto, che deve prevalere tra le parti disposte a trovare, tramite il dialogo, soluzioni a disaccordi e discrepanze", ha segnalato il rapporto.

Il discorso ufficiale sostiene che il silenzio risponde a una pratica diplomatica corretta, di fronte a quello che descrive come un ambiente mediatico confuso generato da Washington.

Incluso citano opinioni di analisti internazionali che riconoscono la mancanza di chiarezza nella posizione americana, segnata da differenze tra figure come il presidente Donald Trump e altri funzionari.

"Le dichiarazioni contraddittorie di diversi esponenti dell'establishment statunitense e i ‘dimes e diretes’ diffusi sui social media e nei mezzi di informazione hanno reso molto difficile indovinare la verità, anche per coloro che si specializzano nell'analisi degli eventi," segnala la televisione.

Tuttavia, il governo cubano non ha reso pubblica un'agenda concreta né dettagli sul contenuto dei negoziati, oltre a confermare che esistono contatti per affrontare le differenze bilaterali.

La televisione statale ha anche criticato le reazioni dopo il riconoscimento ufficiale del dialogo, indicando alcuni settori dell'esilio a Miami, come la congressista Maria Elvira Salazar, per opporsi a un possibile avvicinamento.

In questo contesto, hanno definito “moleste” le critiche al segreto e hanno difeso che Cuba “mai rinuncerà ai suoi principi” in qualsiasi processo di negoziazione.

Il messaggio arriva in un momento di alta tensione interna, con blackout prolungati, proteste e una profonda crisi economica che ha costretto lo stesso regime ad ammettere contatti con Washington.

Gli analisti ritengono che l'ermetismo faccia parte della strategia del governo per controllare la narrativa interna, in un contesto in cui il malcontento sociale e la pressione internazionale sono in aumento.

Il contrasto tra la mancanza di informazioni ufficiali e il crescente interesse pubblico sul dialogo riflette una delle principali tensioni attuali: negoziazioni in corso senza partecipazione né conoscenza del popolo cubano.

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Redazione di CiberCuba

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