Il governo cubano prevede meno blackout con il deficit più basso delle ultime settimane



Illustrazione identificativa di un blackout a Cuba generata con IA.Foto © CiberCuba/Grok

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Il governo cubano prevede una leggero calo dei blackout per giovedì, con il deficit elettrico più basso registrato nelle ultime settimane. Tuttavia, la realtà per milioni di cubani è lontana dal migliorare: i tagli continuano a segnare la vita quotidiana dopo giorni consecutivi di crisi energetica ininterrotta.

Secondo la parte ufficiale della Unión Eléctrica (UNE), mercoledì il paese ha subito nuovamente blackout per 24 ore, con una perdita massima di 1.729 MW durante le ore notturne. Anche se il numero è inferiore ai picchi dei giorni precedenti —quando il deficit ha superato i 1.900 MW—, continua a evidenziare l'incapacità del sistema di soddisfare la domanda nazionale.

Captura di Facebook/Unión Eléctrica UNE

Nella mattina di giovedì, la disponibilità del Sistema Elettrico Nazionale (SEN) si attestava a soli 1.375 MW rispetto a una domanda di 2.264 MW, lasciando oltre 900 MW senza copertura. Per il periodo di punta notturno, le previsioni non offrono alcun reale sollievo: si prevede un deficit di 1.555 MW e le interruzioni potrebbero aggirarsi attorno ai 1.585 MW.

Il calo delle cifre non rappresenta una soluzione, ma piuttosto un minimo respiro all'interno di una crisi sostenuta. Negli ultimi giorni, i cubani hanno affrontato blackout prolungati di oltre 20 ore in diverse regioni, in un contesto di deterioramento strutturale del sistema elettrico, con molteplici unità termoelettriche guaste o in manutenzione.

Tra le principali problematiche attuali ci sono il guasto dell'unità 2 della centrale termoelettrica di Felton, così come diverse unità fuori servizio a Mariel, Renté e Nuevitas. A questo si aggiungono le limitazioni nella generazione termica che tengono oltre 400 MW fuori operazione.

Sebbene i 54 parchi solari fotovoltaici abbiano contribuito con oltre 3.600 MWh nella giornata precedente, il loro impatto continua a essere insufficiente di fronte al collasso del sistema durante le ore notturne, quando la domanda raggiunge il suo picco massimo.

Questo lieve calo del deficit coincide con l'arrivo a Cuba del petroliero russo Anatoly Kolodkin, il primo in quasi tre mesi, con circa 100.000 tonnellate di petrolio greggio. Il carico rappresenta un sollievo temporaneo in mezzo alla carenza di carburante, ma il suo impatto non sarà immediato.

Le stesse autorità hanno riconosciuto che la scarico della nave richiederà almeno 96 ore e che i primi prodotti raffinati non inizieranno ad essere distribuiti fino alla seconda metà di aprile. Inoltre, gli esperti avvertono che il volume trasportato coprirebbe appena tra una settimana e dieci giorni di consumo nazionale.

Nel frattempo, la popolazione continua a essere intrappolata in una routine di incertezza, senza orari chiari per il servizio elettrico e con blackout che influiscono dalla conservazione degli alimenti al funzionamento degli ospedali e dei servizi essenziali.

Anche se il governo parla di una riduzione del deficit, per i cubani la differenza resta impercettibile: la luce continua a essere un lusso intermittente in un paese dove la crisi energetica non dà tregua.

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Redazione di CiberCuba

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