Trump afferma che la guerra in Iran continuerà per due o tre settimane finché non saranno raggiunti gli obiettivi



Donald Trump durante il suo messaggio rivolto agli americani sull'Iran.Foto © Captura de Video/Youtube/Telemundo 51

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha assicurato che la guerra contro l'Iran potrebbe protrarsi "per altre due o tre settimane" fino al raggiungimento degli obiettivi militari fissati dalla sua amministrazione, in un discorso trasmesso in televisione alla nazione che ha combinato minacce di escalation con riferimenti a possibili negoziati.

Dalla Casa Bianca, Trump ha iniziato il suo intervento con congratulazioni alla NASA e agli astronauti della missione Artemis II, ma ha rapidamente concentrato il suo messaggio sul conflitto con Teheran, affermando che il suo governo sta “vincendo” la guerra “in modo storico”.

Il mandatario ha difeso l'offensiva militare come un'azione necessaria per garantire la sicurezza degli Stati Uniti e del cosiddetto "mondo libero". In questo contesto, ha ribadito una delle sue posizioni più ferme: impedire che l'Iran sviluppi armi nucleari. "Non permetterò mai che l'Iran abbia un'arma nucleare", ha insistito.

Trump ha anche fatto ricorso ad accuse contro il regime iraniano, che ha definito "assassino", affermando che è stato responsabile di diversi attentati nel corso degli anni. Inoltre, ha sostenuto che il governo iraniano avrebbe recentemente ucciso "45.000 dei propri cittadini" durante le proteste interne, un numero che non è stato confermato da organismi indipendenti.

In uno dei momenti più incisivi del discorso, il presidente ha anticipato che gli Stati Uniti sono vicini a raggiungere i loro obiettivi militari e ha avvertito di un'intensificazione degli attacchi. “Posso dire questa sera che siamo sulla buona strada per completare a breve tutti gli obiettivi militari degli Stati Uniti. Molto presto, li colpirà con grande forza”, ha affermato.

Secondo Trump, nelle prossime settimane l'offensiva potrebbe intensificarsi ulteriormente. “Nelle prossime due o tre settimane, li faremo retrocedere all'Età della Pietra, dove appartengono”, ha dichiarato, lasciando chiaro che non esclude un'escalation significativa del conflitto.

Nonostante il tono bellicoso, il mandatario ha insistito sul fatto che continuano i colloqui diplomatici. Ha negato che Washington abbia avuto come obiettivo un cambio di regime in Iran, sebbene abbia riconosciuto che la struttura di potere in quel paese sia cambiata dopo la morte dei suoi principali leader. “Il cambio di regime non era il nostro obiettivo… ma è avvenuto”, ha sottolineato, assicurando che il nuovo governo è “meno radicale e molto più ragionevole”.

Il discorso riflette una strategia che combina pressione militare con apertura a negoziati, in mezzo a un conflitto che tiene in tensione la comunità internazionale e che potrebbe definire l'equilibrio geopolitico nella regione nelle prossime settimane.

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