Trump dice che è Putin a perdere con l'invio di petrolio a Cuba



Putin e TrumpFoto © Flickr / Trump White House Archived

In mezzo a una delle peggiori crisi energetiche che Cuba ha vissuto negli ultimi decenni, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha sminuito l'invio di petrolio russo all'isola e ha assicurato che, lontano dal beneficiare Mosca, chi davvero perde è Vladimir Putin.

“Lui perde una nave petrolifera. Questo è tutto”, ha affermato il mandatario rispondendo a una domanda sulla arrivo della petroliera russa Anatoli Kolodkin, caricata con circa 730.000 barili di petrolio.

La dichiarazione arriva in un momento critico per milioni di cubani che da mesi affrontano blackout prolungati, scarsità di carburante e un deterioramento accelerato delle condizioni di vita. La nave, che è già arrivata a Matanzas, rappresenta il primo grande rifornimento di greggio in quasi tre mesi e basterebbe a malapena per alleviare temporaneamente la crisi.

Tuttavia, Trump ha insistito sul fatto che questa spedizione non cambia il panorama politico né strategico. Secondo la sua visione, consentire l'ingresso del petrolio non è una concessione alla Russia, ma una decisione pragmatica in una situazione umanitaria critica.

Il mandatario ha difeso che non ha obiezioni affinché altri paesi inviino carburante all'isola, sottolineando che la popolazione ha bisogno di elettricità per sopravvivere, mentre ribadiva le sue dure critiche al governo cubano, che ha definito corrotto e senza futuro.

La dichiarazione, fatta a bordo dell'Air Force One, rivela un approccio diverso rispetto al discorso di confronto che Washington aveva mantenuto settimane fa, quando minacciava di sanzionare qualsiasi paese che fornisse carburante a Cuba.

Anche il Cremlino ha confermato che questo movimento non è stato improvvisato. Il portavoce del presidente russo, Dmitry Peskov, ha assicurato che Mosca ha precedentemente discusso con gli Stati Uniti di queste spedizioni di carattere umanitario, ha riferito l'agenzia TASS.

“Questo tema è stato sollevato in precedenza durante i contatti con i nostri omologhi statunitensi”, ha osservato Peskov, lasciando intendere che l’arrivo del petrolio russo ha ricevuto l’approvazione di Washington.

Per i cubani, tuttavia, il dibattito geopolitico è lontano dalla realtà quotidiana. Sull'isola, la mancanza di combustibile ha provocato blackout di oltre 30 ore, paralizzando il trasporto e causando gravi disagi ai servizi essenziali.

Il petrolio russo, sebbene vitale nel breve termine, non risolve il problema di fondo. Rappresenta solo un respiro in mezzo a una crisi strutturale che tiene il paese al limite.

Mentre Washington e Mosca scambiano messaggi, la vita a Cuba continua a essere segnata dall'incertezza: una nave può arrivare... ma l'oscurità, per molti, non svanisce.

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