Rubio avverte che il tentativo dell'Iran di controllare lo Stretto di Hormuz "non sarà mai permesso che accada"



Stretto di Hormuz (Immagine di Riferimento).Foto © Captura de Video/Youtube/NBC News

Il segretario di Stato Marco Rubio ha avvertito questo lunedì che l'Iran minaccia di stabilire un sistema permanente nello Stretto di Hormuz per decidere chi può transitare in quelle acque internazionali, ed è stato categorico: Questo non sarà mai permesso.

Le dichiarazioni avvengono nel contesto del conflitto armato tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran, iniziato il 28 febbraio 2026 con l'"Operazione Furia Epica", che ha distrutto impianti nucleari iraniani a Natanz, Isfahan e Fordow, causando la morte del leader supremo Alì Khamenei.

Rubio ha sottolineato che la minaccia iraniana non riguarda principalmente gli Stati Uniti, ma il resto del mondo: otteniamo pochissima energia in questo paese attraverso lo Stretto di Hormuz. Il resto del mondo ne ottiene moltissimo di più.

El segretario di Stato ha fatto un appello diretto alla comunità internazionale affinché prenda nota della situazione, sottolineando che Europa e Asia hanno più da perdere di Washington in questa questione.

Irán dichiarò "controllo completo" sullo stretto il 4 marzo 2026 e formalizzò il blocco il 19 marzo con mine, droni e missili, lasciando bloccate più di 2.000 navi con 20.000 marinai e causando un collasso del traffico navale del 97%.

Il prezzo del barile Brent ha superato i 126 dollari dopo il blocco, rispetto ai 67 dollari registrati prima del conflitto, su una via che in condizioni normali canalizza tra il 20% e il 33% del petrolio e del gas naturale liquefatto mondiale.

El giovedì scorso, in una riunione del G7 a Parigi, Rubio aveva già definito "inaccettabile" e "illegale" la minaccia iraniana di imporre un sistema di controllo sul passaggio marittimo, e ha precisato: "Non stiamo chiedendo a nessuno di unirsi alla guerra, ma i paesi più colpiti devono essere pronti a fare qualcosa al riguardo".

L'Iran ha respinto il 25 marzo una proposta americana di 15 punti, esigendo tra le sue condizioni il riconoscimento della sovranità sullo stretto, mentre 22 paesi hanno richiesto la riapertura immediata della via marittima il 21 marzo, tra cui Regno Unito, Francia, Germania e Giappone.

Questo lunedì, il presidente Donald Trump ha pubblicato un'ammonizione severa sui suoi social media, minacciando di distruggere centrali elettriche, pozzi petroliferi, l'isola di Kharg e possibilmente impianti di desalinizzazione iraniani se non si raggiunge un accordo e non si riapre lo stretto prima del 6 aprile 2026.

Trump ha indicato allo stesso tempo di essere in "serie conversazioni con un nuovo e più ragionevole regime" iraniano e ha riportato "grandi progressi" nei negoziati, il che lascia aperta la possibilità di una soluzione diplomatica prima della scadenza.

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